Storia delle idee, progetto per una scuola digitale

Photo credit: espansione on line

Durante Didamatica, il convegno annuale dedicato all'applicazione dell'informatica alla didattica, che si svolgerà a Pisa il 7,8 e 9 Maggio, verrà presentato il progetto Storia delle idee realizzato da Bibienne edizioni, vincitore di una delle gare di “Editoria digitale scolastica” nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale del MIUR.

Spesso, soprattutto al liceo, capita che i ragazzi affrontino lo studio come se dovessero rimpinzare il cervello di nozioni, dichiarano di amare una materia e di odiarne un'altra senza rendersi conto di quanto ci sia in comune tra loro, chiedendosi spesso che senso abbia passare tutto quel tempo sui banchi di scuola.

Adesso non voglio insinuare che il progetto Storia delle idee, sia la soluzione a tutto, però non posso negare che il principio ispiratore della gara che ha vinto non sia giustissimo e condivisibile.

L'intento è quello di coinvolgere maggiormente i ragazzi nello studio della filosofia e della matematica, utilizzando le risorse digitali per favorire un approccio allo studio più coinvolgente e dinamico, sottolineando la trasversalità delle discipline per giungere a una maggiore consapevolezza e ad acquisire sul serio abilità e competenze nell'ambito della realizzazione di nuovi ambienti di apprendimento.

Cos'ha fatto Bibienne per accaparrarsi il premio. Il progetto è studiato per il terzo e quarto anno di liceo, e affronta quattro linee tematiche legate tra loro che sono: l'Infinito, il Bene, la Libertà e la Scienza.
Si esce quindi dalla prospettiva storicista e dalla rigida divisione in aree disciplinari, per affrontare l'apprendimento come un insieme di “conversazioni” (rifacendosi al modello criticoermeneutico di Rorty). Mirando ad un coinvolgimento maggiore degli studenti e ad un processo di identificazione con i temi affrontati attraverso uno studio di tipo speculativo che spinga all'attualizzazione e alla riflessione sugli argomenti.

Se vi state chiedendo se fosse davvero necessario aspettare la rivoluzione digitale per arrivare a questo vi dico subito che tante persone c'erano arrivate molti anni fa, quando ancora ci si poteva permettere il lusso di non saper usare il pc.

Non possiamo però negare che le tecnologie e la forma liquida dei libri digitali si prestano perfettamente al conseguimento di questi obiettivi. Inoltre l'approccio dei ragazzi alla lettura è sempre più mediato dall'informatica, una scuola che utilizza gli strumenti ai quali sono abituati ha sicuramente maggiori possibilità di far presa su di loro.

Sara Cocco

Il mio pallino per l’editoria digitale si è rotto come un uovo, ed è finalmente nata Regina Zabo edizioni, ora faccio il direttore.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.