#UnLibroèUnLibro, ma alcuni sono più libri di altri

Con il nuovo anno è arrivato anche il reality-check, e il nostro entusiasmo per la campagna #UnLibroèUnLibro viene immancabilmente smorzato, nemmeno aspettando che la Befana paghi il parcheggio della scopa e riparta sgommando lontano da qui. Diversi blogger italiani, infatti, hanno ieri diffuso la notizia della comunicazione di Amazon rispetto alla suddetta Legge di Stabilità: pare che un libro sia fiscalmente un libro se e solo se provvisto di codice ISBN. Il blogger Giacomo Brunoro scrive infatti quanto segue sul suo blog:

Ecco la comunicazione ufficiale inviata oggi da Amazon (i grassetti sono miei):

“[…] Infine, a partire dal 1° gennaio 2015, l’Italia ha varato una nuova legge. L’IVA applicabile per gli eBook venduti in Italia dipenderà dal fatto che tale titolo disponga o meno di un codice ISBN. Tutti gli eBook con ISBN presenteranno una tariffa con IVA pari al 4%, mentre gli eBook senza ISBN verranno prezzati con IVA al 22%. Tale supplemento verrà aggiunto al prezzo previsto per il titolo dal 1° gennaio e costituisce l’importo deducibile quando un cliente italiano acquista il libro. Se ottieni un ISBN dopo il 1° gennaio, l’IVA pari al 4% sarà quindi valida per le vendite successive […]”

E questa mossa potrebbe sembrare più che altro rivolta a contrastare lo strapotere di Amazon, e non a penalizzare i self-publisher italiani: chiunque, infatti, può gratuitamente dotare il proprio eBook di ISBN grazie a Narcissus (celebre piattaforma italiana di self-publishing) mentre gli eBook pubblicati tramite Amazon sono invece provvisti di un codice proprietario  non ISBN, e quindi tassabili al 22%.

Potrebbe sembrare.

Infatti la nuova normativa prevede che da questo 1° Gennaio gli acquisti vengano tassati secondo quanto previsto dalla Nazione nella quale vengono effettuati, per cui niente più giochetti con l'IVA del Lussemburgo da parte di Amazon.

Chi è contrario al self-publishing vedrà senz'altro di buon occhio questa notizia, in quanto la pubblicazione autonoma non è affatto d'aiuto all'editoria, e anzi ne sminuisce la funzione intrinseca. Ma quale che sia la nostra opinione in merito ai self-publisher, se un libro è un libro allora lo è a prescindere da come è stato pubblicato, no? E quindi ci sentiamo ingenui, perché — cito sempre Brunoro, perché esprime appieno l'amarezza della constatazione  «come al solito la tanto sbandierata parificazione dell’IVA non era affatto una mossa per far decollare il settore o per favorire i lettori, era semplicemente un favore politico agli editori». Noi ci siamo esposti per difendere una causa in cui crediamo, per difendere i libri, a prescindere dal loro supporto e da come siano stati pubblicati.

Ad ogni buon conto, l'invito è di stare in campana: alcune fonti (ed altre ancora), tra cui Wired, testimoniano infatti come a conti fatti non sia cambiato proprio nulla con l'applicazione della Legge di Stabilità e con la tassazione al 4% sugli eBook. A quanto pare, il prezzo al pubblico dei libri elettronici non è cambiato di un centesimo rispetto all'anno scorso: i ragazzi di di DDay si sono presi la briga di confrontare i prezzi del Novembre scorso con quelli di questo Gennaio, aspettandosi un prezzo al consumatore più basso dovuto al calo dell'IVA. E invece questo non è ancora avvenuto.

È presto, ad oggi 6 Gennaio, per puntare il dito contro legislatori ed editori, attendiamo quindi i tempi tecnici e l'adeguamento alla nuova legge. Controlliamo, però, che un cambiamento effettivamente avvenga: se così non dovesse essere, significherebbe che la Legge di Stabilità è servita soltanto a distrarci mentre gli editori si intascavano tutto il profitto derivato dal passaggio dal 22% al 4%.

Sara D'Agostino

Book nerd D.O.C., crede nella Forza come religione e ha una dipendenza da asciugacapelli. Da vera strapezzente, ha percorso la rotta di Kessel in meno di dodici Parsec.

5 Commenti
  1. Tra l’altro per Amazon.it non cambia niente, prima l’IVA lussumburghese era al 3% ora è al 4%.

    Il vero motivo del regime agevolato dell’IVA per gli ebook è stato che dal 1° gennaio AMZ applica l’IVA in base alle norme fiscali di ogni singolo paese, quindi gli editori si sarebbero trovati tutto il catalogo su Kindle Store con un bel +22% di colpo. Ora invece tutto resta uguale perché non dimentichiamo che per gli editori sugli ebook venduti su AMZ l’IVA era sempre al 3%.

    Di fatto gli unici che tirano un sospiro di sollievo sono gli store italiani, loro sì dovevano applicare l’IVA al 22% (con relativo guadagno minore a parità di prezzo di vendita anche per gli editori). Ma gli store italiani sono una percentuale irrisoria del mercato degli ebook, con i grandi player (AMZ, Apple, Kobo e GP) che a occhio e croce valgono l’80-85% del mercato…

    Gli editori italiani probabilmente erano terrorizzati all’idea che l’aumento dell’IVA operato da AMZ portasse a una riduzione delle loro vendite, ecco perché si sono mobilitati in massa soltanto quando AMZ ha annunciato che dal 1° 2015 avrebbe modificato l’IVA.

    Fino a quel momento soltanto chiacchiere, quando poi la minaccia è diventata reale per le loro tasche allora apriti cielo!

  2. @Giacomo come credi che andrà a finire questa storia dell’adeguamento dei prezzi?

  3. Magari avessi la sfera di cristallo! Sinceramente credo che il mercato si assesterà tra gli 1.99 e i 6.99, con la maggior parte dei titoli dei “grandi” editori che costeranno tra i 3.99 e 5.99, mentre i “piccoli” viaggeranno tra gli 1.99 e i 3.9. Con le eccezioni del caso, chiaro.

    Ricordiamoci che in Italia i prezzi degli ebook sono ancora mediamente alti, ma questo perché gli editori a mio avviso continuano a considerare il digitale come una male necessario e non come una reale opportunità di business.

    Per i consumatori invece la riduzione dell’IVA secondo me avrà impatto zero, nel senso che è semplicemente un sistema per garantire agli editori un po’ di margine in più in un settore che ha margini risicatissimi.

    E comunque come lettore mi importa poco se un ebook lo pago 2.70 o 2.99, anche se sono un lettore da 100 ebook all’anno a fine anno ho risparmiato 20 euro…

    20 centesimi in più o in meno non spostano una virgola, nel senso che se voglio comprare quel titolo lo compro e basta, mentre per gli editori 20 centesimi in più o in meno a copia su qualche migliaio di titoli possono fare la differenza tra il vivere e il morire (soprattutto i piccoli)