Il Festival popolare per l’editoria digitale a Bologna

Questa è il genere di notizia che fa assai piacere diffondere: oggi e domani, presso il Laboratorio Crash di Bologna si terrà il primo Festival popolare per l'editoria digitale – che però sarebbe il sottotitolo, perché il nome vero è Fahrenheit 451, il futuro del libro – un nome che non ha bisogno di spiegazioni. Fa piacere dare questa notizia perché – che ne sappia questo umile cronista – si tratta del primo grosso evento completamente aperto e completamente gratuito, tanto che sul programma si legge a chiare lettere:

«Nessun palco, nessuna cattedra, il workshop e la discussione saranno aperti a tutte e tutti e verranno sviluppati orizzontalmente. Si potranno saccheggiare liberamente le informazioni dei relatori».

Dopo alcuni importanti eventi dedicati all'editoria digitale ma essenzialmente riservati (causa salato biglietto d'ingresso) ai professionisti del settore (vedi IfBookThen o l'Ebook Lab di Rimini), era ora che finalmente si organizzasse un'occasione d'incontro, di discussione e di approfondimento totalmente e liberamente aperta, pensata per i lettori. E soprattutto con un'impostazione che coniugasse professionalità e accessibilità.

Sul palco – che palco non è, come abbiamo visto – ci saranno infatti, a discutere, tra le altre cose, di formati elettronici, di strategie di diffusione culturale, di biodiversità nell'ecosistema editoriale, personaggi del calibro di Valerio Evangelisti  (il papà di Carmilla, per chi ancora non lo sapesse), Marco Philopat, due membri del collettivo Kai Zen, il simpaticissimo filibustiere Franco Vite ed editori digitali nativi come Quintadicopertina e Area 51. E tutto il festival sarà intervallato da occasioni gastronomiche, musica, dj-set. Gratis et amore dei. Lo ripeto: è tutto gratis! 

Che ci fate ancora a casa? Se ancora – ancora… – vi restano dubbi sul mondo della lettura digitale, questo weekend a Bologna avrete modo di convincervi. E pure di mangiare qualche tigella!

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

1 Commento
  1. Molto molto interessante, l’ingresso gratuito sottintende già un aspetto più aperto rispetto ad una fiera al settore dedicata…vediamo se ce la faccio, stasera ho i Giant Sand live però.