Il futuro dei lettori (e un ebook in regalo!)

Photo credit: Dei libri passati presenti e futuri

Finzioni Digitali / Il futuro dei lettori (e un ebook in regalo!)

Passata la sbornia di considerazioni (e non solo…) sulla conferenza IfBookThen, eccoci di ritorno con Finzioni Digitali a ragionare su quale futuro attende noi lettori. Nonostante la mattina di giovedì scorso i nostri inviati (ossia il sottoscritto e il gran direttor Jacopo Cirillo) fossero presissimi per il live tweet dell'evento (tutto in Inglese eh!), siamo riusciti a capire un po' di cose interessanti e le condividiamo con voi. Sempre e indeffessamente dalla prospettiva dei lettori. Andiamo per ordine.

Uno:

Gli organizzatori dell'evento sono stati bravissimi (anche se la frittatina di patate e verdure al lunch break lasciava un po' a desiderare…): lo staff di BookRepublic e 4ITGroup ha messo in piedi un'evento davvero ricco di contenuti, aperto, innovativo e stimolante. E tutto è filato per il meglio.

Due:

Esiste ancora un gap da riempire tra le pratiche di lettura che contraddistinguono i lettori – sia gli amanti della carta che quelli che non temono il digitale – e il mondo editoriale, in particolare quello italiano. La ricerca – curata dallo staff di Adaptive Path –  con cui si è aperta la conferenza ha mostrato un fatto incontrovertibile: i lettori non sono utenti! O, detto in altro modo, non si può ridurre l'esperienza complessa della lettura alla mera fruizione di un servizio o peggio di un prodotto. Questa cosa gli editori (particolarmente quelli nostrani) dovrebbero fare in fretta a capirla e ad adattare le proprie strategie di mercato a una gestione più attenta della comunità dei lettori.

La ricerca ha dimostrato una cosa che sembra banale ma che non lo è: chi si avventura all'acquisto di un e-reader afferma che rispetto al passato legge molto di più. Ecco, questa è una bella notizia! E testimonia, come diciamo da sempre, che quel che conta davvero non è tanto il supporto ma il fatto di leggere dei contenuti di qualità che siano facilmente, rapidamente ed economicamente accessibili. Non a caso, i lettori intervistati hanno detto chiaro e tondo che tutte le limitazioni imposte (DRM, prezzi troppo alti, restrizioni "geografiche" o l'impossibilità di leggere lo stesso testo su più supporti) rendono loro la vita difficile. Perché? Perché gli editori non se ne rendono conto?

Tre:  

 Gli editori (particolarmente quelli che si sono lanciati nel digitale) si dividono in due grandi categorie: i profetici e gli scettici: al primo gruppo appartiene Mike Shatzkin, decano delle tecnologie digitali applicate all'editoria. Il simpatico newyorchese (una via di mezzo tra Woody Allen e Joe Pesci) non solo ha spiegato con ricchezza di dettagli come in America sia stato costruito il mercato degli ebook (e qui Amazon la fa da padrone) ma ha anche affermato che entro quindici anni le librerie (cioè proprio i negozi  di libri con gli scaffali, le casse e magari qualche poltroncina) spariranno. E su quest'affermazione contundente si è rivelata in tutta la sua profondità la distanza – culturale e strategica – tra l'editoria statunitense e quella delle Vecchia Europa: il brusio nei confronti di tale affermazione si è sentito eccome, sia in sala che su Twitter!

Gli scettici infatti hanno sollevato qualche perplessità: e il collezionismo allora? E le edizioni limitate? E poi mica tutti, almeno da noi, hanno un device (un e-reader et similia) dove leggere ed acquistare un ebook! Qui per meno di 200 euro non trovi nulla! Questi stessi scettici però avranno fatto tesoro dei molti consigli che Shatzkin ha elargito loro su come sviluppare il mercato digitale: per esempio con libri multilingue (come quelli di 40k), o fortemente radicati alle specificità locali, e soprattutto che possano essere fruiti in maniera sociale, attraverso i device.

Quattro:

Gli scrittori nostrani non sono per lo più molto attenti o informati sulle tecnologie digitali, anche se ne sono incuriositi. L'ottimo Alessandro Piperno (di cui è da poco uscito il secondo atteso romanzo Persecuzione) non si è trovato esattamente a suo agio con espressioni come enhanced books o social reading, anche se – a differenza dei profetici – non ha posto alcun paletto alle possibilità di sviluppo di questi strumenti e di queste pratiche. Naturalmente ci sono, nel panorama autoriale italiano, delle eccezioni: scrittori che con il digitale hanno subito avuto un rapporto fluido, ne hanno compreso e sfruttato le possibilità, soprattutto quella di raggiungere facilmente moltitudini di lettori. La domanda che  poniamo nei confronti degli autori è allora la seguente: quando penseranno a scrivere testi pensati per essere letti su un supporto digitale? E come lo faranno?

Infine:

Una cosa l'abbiamo capita: degli ebook non bisogna avere paura. Perché ci aiutano a leggere di più. Perché non sostituiscono ma si affiancano al libro cartaceo, che è ben lungi dallo scomparire. Perché ci permettono di adottare o rinnovare comportamenti ed abitudini (il prestito, e soprattutto la discussione dei contenuti) grazie a delle caratteristiche tecniche pensate ad hoc. Perché si trovano facilmente e non costano troppo (anche se potrebbero costare ancora di meno!).

E allora, proprio perché non ne abbiamo paura e vorremmo che nemmeno voi ne aveste, abbiamo pensato che un ebook ve lo regaliamo noi!

Un libro (elettronico) sui libri, un meta-libro, una fonte d'informazioni e consigli per le letture: il nostro Dossier dei Libri Banditigià scaricabile in PDF è ora disponibile (grazie all'ottimo lavoro di Jacopo Donati) in formato EPUB (per la maggior parte degli e-reader) e in formato MOBI per i possessori di Kindle!

Scaricatelo, leggetelo, diffondetelo, e se avete qualche domanda o appunto da fare, scriveteci pure!

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

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