Le impronte digitali: Emanuela Zibordi

I lettori digitali sono gente normale, mica alieni mutanti. Per esempio Emanuela Zibordi, insegnante e lettrice onnivora, che sul suo blog, su Twitter e su Goodreads non fa altro che parlar di libri. E molti di questi, non ci piove, sono digitali!

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Emanuela, tu sei un’insegnante: leggi più per passione o per lavoro?

Sì, sono un’insegnante di Educazione Fisica anzi, per la precisione, adesso si chiama Scienze Motorie. Leggo per lavoro, mi interesso di Didattica e Nuove Tecnologie oltre che di sport e, fra i tanti hobby che coltivo, c’è anche quello della lettura.

E quando non lavori, cosa leggi?

Di tutto. Parto dal presupposto che un libro mi debba insegnare qualcosa, migro dalla narrativa alla scienza e la storia, alterno anche con fantascienza e filosofia, insomma, quello che mi capita a tiro e che ritengo abbia un valore qualitativo come apprendimento per me come persona, per il mio lavoro per la mia cultura in genere.

Tre titoli che raccomanderesti ai tuoi studenti come letture imprescindibili:

Ce ne sarebbero tanti ma tra quelli che ho appena terminato:

  • Il buio oltre la siepe di Harper Lee che ritengo abbia valore educativo in questo periodo di timori per tutto ciò che è diverso da sé;
  • ai miei studenti farei leggere Facebook per Genitori di Giovanni Boccia Artieri perché potrebbe dare maggior consapevolezza dell’uso degli strumenti comunicativi che usano gli stessi adolescenti, azione coerente con il mio obiettivo didattico ed educativo nella scuola dove insegno.
  • Per ultimo Il buio oltre le stelle di Amedeo Balbi, un libro che parla di astronomia e che proietta la mente in ambienti impensabili e fa sognare ad occhi aperti; meglio di uno sballo.

Il tuo blog parla (quasi) solo di libri. Ma non esci mai la sera?

Sono un animale domestico, non amo né la confusione né la televisione. Mi piace ascoltare le persone vere: quelle che scrivono, i miei amici e quelli sul web. Però qualche volta esco anch’io. 😀

Da quanto tempo hai un e-reader?

Il mio Kindle è arrivato un anno fa, settembre 2010

Cosa è cambiato nelle tue abitudini di lettrice da allora?

Tantissimo. Ho riassunto il mio primo anno di ereader con un post nel mio blog: dategli un'occhiata!

Il bilancio è positivo o negativo?

Direi complessivamente più che positivo. Entusiasmante.

Ti mancano i libri di carta?

No. Cominciavo ad essere infastidita già da tempo dei tomi, dei prezzi e dei caratteri piccoli.  Il Kindle ha risolto al novantanove per cento i disagi che mi procurava il libro di carta.  In questo momento, per ragioni di studio, sono costretta ad utilizzarli ma è come fare un salto nel passato, mentre a me piace il futuro.

Ma insomma, ci sarà pure un difetto nella lettura digitale, o no?

Sì certo. Non vorrei mai trovarmi con le batterie scariche ed aver dimenticato il caricatore.

Cosa ti piacerebbe venisse pubblicato in formato digitale?

I testi di studio per i miei studenti. Quello della scuola è un ambiente molto tradizionalista e tendenzialmente pigro verso l’innovazione. Ben vengano le disposizioni ministeriali impositive che vanno verso la sostituzione dei testi di carta con il digitale.  Il cinquanta per cento, ad essere ottimisti, dei libri che le famiglie acquistano sono inutilizzati. Ormai non è più un problema di reperire i contenuti che si trovano ovunque sul Web e sono già sovrabbondanti rispetto alla domanda, ma di saperli organizzare in funzione del contesto specifico. Io sono dell’opinione che ogni docente debba scrivere il proprio ebook con gli studenti, seguendo le indicazioni didattiche più vicine ai processi di apprendimento che emergono dagli studi recenti delle neuroscienze in cui la rete comincia ad avere un ruolo invasivo, ma anche più simile ai  processi mentali stessi  che scuola tradizionale ha trascurato per troppo tempo.

Che ne dici dei prezzi degli ebook in Italia?

Ci sono ebook cari, normalmente quelli delle case editrici storiche che io NON acquisto anche perché hanno in genere Adobe DRM che non è compatibile con Kindle e poi ci sono le case editrici emergenti specializzate nel settore digitale i cui prezzi mi sembrano giusti, congrui; per pubblicare un e-book servono persone qualificate che lavorano e che vanno retribuite per la loro professionalità.  Con un po’ di attenzione si trovano anche buoni libri gratuiti, si pensi ai classici, o in self publishing che non hanno niente da invidiare ai best sellers. E’ sorprendente constatare quante persone abbiano talento per la scrittura. Qualità che invidio e che purtroppo non posseggo.

Se ti do due iPad, me lo dai il tuo Kindle?

No, no, no. Non se ne parla. Mi attirerò le ire di tanti ma per me la scrittura narrativa è la forma multimediale più completa e creativa. Ecco, l’iPad lo vedo bene a livello didattico, più che l’e-reader (parlo dei dispositivi adesso in uso); quando si impara lo si fa con tutto il corpo e maggiori sono i canali recettivi stimolati, maggiore è la possibilità di elaborare la propria conoscenza.

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

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