Le impronte digitali: Gabriele Cortopassi

Ho conosciuto Gabriele Cortopassi andando a prendere il caffè in una caffetteria del centro di Firenze, e tra un mokaccino e una Tassoni abbiamo cominciato a parlare di libri. Scopro così che Gabriele 1) è un divoratore di gialli 2) possiede un e-reader (il secondo) e 3) ha un blog con un bel seguito e 4) ha pure scritto un libro su come aprire un bar! Basta e avanza per volerne sapere di più. I lettori digitali si trovano nei luoghi più impensati…

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Gabriele, un libro e un caffè:

Per noi italiani il caffè è una specie di pillola, da mandar giù in un sorso, ed è difficile sposarlo con un libro, che ha bisogno di tempo, di degustazione, di meditazione. Per associare un caffè ad un libro penserò ad un viaggio che feci in Vietnam per il mio lavoro: il libro che mi portai fu Cuore di tenebra di Conrad, e il senso di acre disfacimento della giugla pre-urbana in certe piantagioni lungo il Mekong mi portava davvero a viaggiare con la barca, alla ricerca di Kurtz, nel cuore della tenebra.

Hai avuto già due e-reader: insomma, ti piacciono così tanto? 

Si, sono comodissimi, ed è inutile dire che sono ancora più comodi quando, come me, si viaggia molto: in un e-reader si possono mettere decine, se non centinaia di libri. Devo inoltre dire che non sono mai stato attaccato alla carta, alla vastità di una biblioteca (a parte i 100/200 libri che ritengo fondamentali e quelli, diciamo, da consultazione) e appena ho saputo che esistevano, mi sono precipitato a comprarli. 

Come è cambiato il tuo modo di leggere da quando hai un e-reader?

Non mi pare che sia cambiato, trovo che gli E-reader siano solo una diversa forma di libro, e non mutino l’approccio con quello che è importante: il testo. 

E come sono cambiate le tue scelte di lettura?

Anche in questo senso direi che gli e-reader sono un mezzo, e non fanno cambiare le abitudini. Continuo a leggere quello che mi piace, anche se ancora, purtroppo, non tutto si trova in digitale. 

Quando leggi di solito? 

Continuo a leggere soprattutto la sera, qualche pagina prima di dormire, e quando sono viaggio (in quel caso dipende dal lavoro che mi sono portato da fare). In questo momento sto leggendo anche ebook in tedesco, nell’improba fatica di imparare questa lingua. 

Compri più libri cartacei o ebook?

Cerco di comprare tutto in formato elettronico. Quello che non trovo, certo, in cartaceo. Per esempio non sono riuscito a comprare Dracula in tedesco, e ho dovuto ripiegare sul cartaceo.

Hai figli? Te li immagini a sfogliare libri di carta o pensi che il loro futuro di lettori sarà molto diverso?

Ho un bambino di tre anni che la sera non dorme senza il suo Pinocchio o Barbapapà, naturalmente di carta e con molte illustrazioni! Nel suo futuro di lettore immagino molta elettronica e strumenti che forse alla nostra generazione non è dato di concepire, che forse faranno apparire i nostri e-reader come le tavolette di argilla incise con un bastoncino di legno.

Hai scritto anche un libro e quindi oltre a barman, esperto di caffè e manager sei pure un autore. Ma vai mai in vacanza?

Ci vado poco ma con piacere, anche se il lavoro non mi molla nemmeno lì… come dormire senza le mie mail quotidiane?

E che titoli ti porteresti in vacanza? 

Mi piacciono un sacco i gialli, soprattutto quelli di epoca vittoriana (inutile dire che sono un fan di Sherlock Holmes!) e mi interessa molto la saggistica storica. Devo però ammettere che la mia droga sono gli umoristi inglesi, come Jerome o Wodehouse, alcuni dei loro libri li ho letti decine di volte, e rimangono la mia scelta quando devo coccolarmi…

Ti piacerebbe avere una versione digitale del tuo libro?

Certamente sì, anche se penso che per un manuale, un libro da consultazione, la versione cartacea sia ancora più agile. Forse con le prossime generazioni di e-reader…

Pensi che aiuterebbe le vendite? 

Nel mio settore (manualistica per il management) non credo che al momento l’aumento sarebbe significativo. Sicuramente però trovarlo in digitale renderebbe il libro più “cool”!

Quanto dovrebbe costare secondo te?

Non conosco bene le dinamiche che portano alla composizione del prezzo di copertina, ma penso che potrebbe costare moooolto meno del cartaceo, visto che contribuisce a sprecare meno carta, cosa che mi ha sempre fatto arrabbiare, fin da quando facevo il cameriere e riciclavo i tovagliolini non usati.

Ok, abbiamo finito. Se ora ti chiedo un caffè, me lo fai?

Ci facciamo un Etiopia Sidamo, un caffè favoloso ma particolare, non per tutti i giorni, forse come certi grandi libri.

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

1 Commento
  1. Ho avuto il piacere di partecipare ad uno dei corsi di caffe’ di Gabriele Cortopassi, sono stata veramente impressionata dall’eloquenza in cui ha presentato questa materia, un po’ come l’ultima risposta data in questa intervista, che trovo bellissima! Bravo Gabriele!