Le impronte digitali: Mauro Sandrini

Le prime impronte digitali – le interviste tra il serio e il faceto che vogliono mostrare il volto da lettori di personaggi più o meno famosi – sono quelle di Mauro Sandrini, ingegnere e sociologo e da qualche tempo collaboratore de Il fatto quotidiano, autore di un (meta)ebook dal titolo Elogio dell'ebook in cui racconta la sua scoperta della lettura digitale.

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Mauro, quanti libri cartacei possiedi?

Non li ho mai contati. Tre-quattromila. In ogni caso troppi. Nel mio mondo ideale non ce ne stanno più di duecento ma di quelli "buoni".

Ed ebook?

Idem come sopra. Non li ho mai contati. Forse duecento… non so.

Il primo libro che ricordi di aver letto da cima a fondo?

Uno della collana del "Giallo dei ragazzi" di Mondadori negli anni '70. Non ricordo quale però. Li divoravo.

E il primo ebook acquistato?

La quarta rivoluzione di Gino Roncaglia.

Leggi la sera a letto? E in bagno?

A letto si. In bagno no.

Hai mai acquistato un ebook (magari attirato da un prezzo basso) per poi accorgerti che era un bidone?

Si. Anche se devo dire che il concetto di bidone per gli ebook come per i libri è soggettivo. Un libro che non mi piace diventa automaticamente un bidone. Magari a te è piaciuto moltissimo e non lo è affatto.

Che e-reader usi?

Onyx Boox 60

Hai pubblicato il tuo ebook sugli ebook: in pratica, un meta-ebook. Dove nasce questo interesse per i libri digitali?

Non lo so. In realtà a distanza di qualche mese dall'uscita mi sto accorgendo che il libro prende l'avvio dagli ebook, ma ha l'ambizione di parlare di qualcosa d'altro. Del modo con cui le persone stanno insieme per esempio, in un mondo dove le storie tessono alcuni fili della matrice che tiene insieme la comunità.

Mentre scrivevi il tuo “Elogio” ti mettevi nei panni del lettore che lo avrebbe letto su un e-reader? E questo influenzava la tua scrittura?

No. Pensavo esclusivamente a me. Al mio bisogno/piacere di scrivere.

Che differenza hai trovato tra scrivere un ebook e leggerne uno?

Il tempo. A scrivere un libro di 100 pagine ci ho messo 5 mesi, a leggerne uno della stessa lunghezza ci metto 3 ore…

DRM sì o no? Perché?

Sono del tutto contrario a qualsiasi forma di DRM applicata ai libri. Da più di dieci anni uso e mi interesso di software libero. In passato ho studiato le tecnologie del controllo (Trusted Computing e dintorni) per capire che quella roba lì non interessava. Al di là di tutte le considerazioni, però, resta il fatto che un ebook con DRM limita fortemente la relazione tra autore e lettore, che è quel che più mi interessa come ho provato a raccontare nel mio libro.

Secondo te da cosa dovrebbe dipendere il prezzo di un ebook?

Da quello che passa per la testa dell'autore quando ci pensa. E, secondo me, dovrebbe essere l'ultimo dei suoi pensieri. Mi rendo conto che qualche editore potrà storcere il naso, ma il mio non è il punto di vista dell'editore.

Cosa vorresti veder pubblicato in digitale?

Tutto.

C’è un libro che ti ha salvato la vita?

No. Non uno di preciso. Direi tutti quelli che ho letto. L'esperienza di immergersi completamente nel mondo di un autore è impagabile e mi ha aiutato molto nei momenti di difficoltà.

E uno che te l’ha rovinata?

Quasi tutti quelli dell'università. Mentre studiavo non vedevo l'ora che finisse il tempo di quella tortura per poter leggere/studiare quel che interessava a me e non quel che interessava a loro per superare l'esame…

Se avessi il controllo dell’editoria italiana intera per 24 ore, cosa faresti?

Licenzierei tutti (!) gli amministratori delegati (senza buonuscita), e trasformerei le aziende in Soviet. Per vedere l'effetto che fa.

Autori, editori, lettori, critici. Chi getti dalla torre? E perché?

I lettori. Sono coloro che hanno il potere nelle mani e non lo sanno. E quando lo sanno non lo usano.

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

2 Commenti
  1. Interessante punto di vista su una tecnologia che, si spera, abbia una forte espansione.