Francesco Rigoli | Il libraio digitale

Chi l'ha detto che il digitale non possa avere un volto umano? E, anzi, essere pure divertente? E chi l'ha detto che per spiegarlo ci vogliono i paroloni?

Francesco "Ciccio" Rigoli è un amico di Finzioni Digitali: è il libraio di Ultimabooks che ci rifornisce di ebooks per la Digiteca di Finzioni. E ora – nonostante la sua stessa incredulità – ha scritto pure un ebook, che s'intitola, appunto, Il libraio digitale, edito da Apogeo e membro emerito di quella rosa di otto titoli di cui parlavamo ieri. Ho detto un'ebook, non un libro, attenzione: se lo cercate di carta, non lo trovate (non per il momento, almeno). Ora, proprio perché Ciccio è un amico, lo tratteremo con particolare severità.

Il libro si legge in un'oretta scarsa – ma la brevità è una caratteristica di tutta la collana – ed ha un indice accuratissimo, cosa assai comoda in sè e ancor di più quando si legge in digitale. E' un libro pratico, nel senso che le parole e/o locuzioni pratica, praticamente, in pratica, praticare appaiono un sacco di volte, e questo la dice lunga sull'approccio di Ciccio Rigoli: spiegare con semplicità disarmante, senza fronzoli, senza complicazioni che sarebbero inutili per chi s'interessa di libri; fare capire il funzionamento della macchina editoriale (quella classica e quella digitale) in poche parole, offrendo solo le nozioni di base necessarie a farsi un'idea.

Il libraio digitale appartiene a una collana che è evidentemente rivolta ai professionisti del settore (e Dio solo lo sa quanto c'è bisogno che gli editori italiani comincino seriamente a prendere in considerazione il fatto che il loro mestiere sta cambiando), ma nella scelta di titoli è quello decisamente più vicino al lettore, e non solo per l'approccio appena descritto, ma anche per un motivo molto semplice: di tutta le figure della filiera editoriale (autore > editore > distributore > libraio, per farla semplice) il libraio è per l'appunto quella che parla con i lettori, che li consiglia, che ci discute. E ora che il digitale sembra aver cancellato l'esigenza di un contatto umano perchè tutto avviene attraverso uno schermo, il libro di Ciccio rimette invece le persone al centro della lettura.

Come? Con sei mosse che nemmeno Chuck Norris:

  1. Metterci la faccia: il libraio digitale si presenta, e si fa trovare: e-mail, telefono, chat, piccione viaggiatore…
  2. Parlare potabile (espressione eccezionale!): se bisogna risolvere un problema tecnico, perché usare un gergo da ingengnere atomico?
  3. Meno fuochi d'artificio, più cerini: va bene avere un sito spaziale, ma se poi uno i libri non li trova, a che serve?
  4. Dialogare: il libraio digitale non si limita a vendere libri, ma soprattutto ne parla, li racconta, ascolta i racconti e i pareri di chi li ha letti o vuole leggerli. 
  5. Conoscersi: i lettori hanno nomi e cognomi, perché non parlare con loro come si farebbe con un amico, senza usare quelle formule gelide tipo "Gentile cliente"?
  6. Entusiasmo: beh, l'entusiasmo per i libri è una cosa che proprio non abbiamo bisogno di spiegare.

Ciccio mette a frutto la sua esperienza in Ultimabooks per spiegare come funziona il mestiere di libraio all'epoca del web 2.0, ma soprattutto centra un punto fondamentale con questo suo pamphlet: non si possono vendere libri come se si vendessero lavatrici. I libri hanno a che vedere con le emozioni e con i pensieri degli uomini, sono anzi tra le più alte espressioni di quelle emozioni e di quei pensieri: se alla loro circolazione (cioè al loro commercio) si tolgono questi elementi umani, cosa resta? Nulla. O forse solo il fallimento di chi crede che i lettori siano vacche da mungere.

eFFe

PS: Dimenticavo: Ciccio Rigoli è anche un bell'uomo. Diamo a Cesare quel che è di Cesare e diciamole queste cose!

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

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