Gli ebook e il ring tra autori, editori e lettori

Finzioni Digitali / Gli ebook e il ring tra autori, editori e lettori

Come annunciato ieri, una rappresentanza di Finzioni si è recata alla conferenza sull'editoria digitale organizzata a Casalecchio di Reno dal gruppo BolognaIN, di cui abbiamo fatto anche un live tweet (avete seguito l'hashtag #edigita?). Un evento assai ricco, da cui abbiamo appreso alcune cose interessanti.

Si è trattato di una conferenza informale, strutturata come un libro, cioè divisa in capitoli, quattro per la precisione: uno "Autori ed editori", uno su "Distribuzione e diritto d'autore", un terzo sulle tecnologie digitali nel settore dell'educazione e l'ultimo su altri "prodotti" digitali come fumetti e quotidiani. Tutti i relatori – da Andrea Angiolini de Il Mulino ad Agostino Quadrino di Garamond, passando per Marco Croella di Simplicissimus – hanno fornito il quadro della situazione presente e hanno provato a delineare i possibili percorsi di evoluzione del mercato e delle tecnologie.

Tra le cose che ci hanno colpito, una è particolarmente degna di attenzione: lo sapevate che una ricerca sulle biblioteche universitarie ha rilevato che solo 24 su 80 fanno uso di ebook? La situazione è disomogenea nella penisola, con le università del centro-sud meno all'avanguardia di quelle del nord, e con una serie di problemi che ostacolano la diffusione del digitale nelle accademie, come i DRM o l'Iva al 20% invece che al 4% come per i libri cartacei. Il commento che ci è piaciuto di più, invece, è stato quello di Agostino Quadrino, che ha molto insistito sul fatto che quello che davvero conta non sono tanto le tecnologie – i device – ma il contenuto: «content is key!» è stato lo slogan del suo intervento! E noi siamo assolutamente d'accordo.

Unica "pecca", per così dire, è stato che quasi tutti i relatori, con l'eccezione di Marco Croella, hanno prestato scarsa attenzione al lato di noi lettori – che poi siamo il corpo e l'anima del mercato dei libri! Nonostante via Twitter avessimo più volte chiesto che ruolo avessimo noi nelle strategie di sviluppo del mercato editoriale digitale, non siamo riusciti ad avere risposta. Ma non demorderemo, e alla conferenza Ifbookthen faremo sentire alta la nostra voce!

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

4 Commenti
  1. Grazie per il report e per il live tweeting.
    Per limiti di tempo e "abbondanza di contenuti" abbiamo dovuto limitare le domande finali. Il nostro è stato un numero zero e siamo molto soddisfatti del risultato 🙂
    Vi aspettiamo alla prossima!
    Roberto Ciacci
    BolognaIN

  2. Grazie per aver scritto quest' articolo, molto utile per noi "assenti".
    L'affermazione del CEO di Garamond è giustissima ed è quello su cui bisognerebbe insistere un po' di più.
    Comunque bravissimi! VI seguiamo sempre =)

  3. Molto interessante l'articolo; e molto giuste le "recriminazioni" sull'assenza del tema del lettore: ho partecipato anch'io come editore nativo digitale al talk e posso solo dire che gli argomenti erano tanti e talmente densi che spazio per poter dire tutto non c'era.
    Personalmente penso che il tema dei lettori sia fondamentale. E dico "lettori", non lettore. Poco tempo fa ho partecipato alla presentazione di un interessante libro di Giovanni Solimine, intitolato proprio <a href= "http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&task=schedalibro&isbn=9788842094432&Itemid=97">L'Italia che legge"</a>  dove appunto emerge l'arcipelago della lettura e dei lettori.
    Molto in breve, il lettore "digitale" che ricerco come editore è soprattutto un esploratore, curioso, motivato e soprattutto dai forti interessi. Un lettore che vuole approfondire e variare, e vuole farlo da solo, senza condizionamenti, scoprendo i testi e "rischiando" sulla scelta dei testi. Con la leggerezza del digitale, con la varietà del digitale, con i prezzi del digitale, può farlo. Come editore ho il compito di tenere alta questa curiosità, di lanciargli piccole sfide, di inventare nuove idee "leggere" e stimolanti.
    E' una suggestione forte come la biblioteca borgesiana per il cartaceo. Le migliaia di e-book in un e-reader, le centinaia di icone su un tablet, sono un'autobiografia. Ecco come penso che sia il lettore digitale: qualcuno che scrive la propria autobiografia con la continua interazione con l'immaginario (culturale e scientifico, non solo letterario).
    Il discorso naturalmente è lungo è più poetico, forse, che commerciale. Ma perché solo l'autore e il lettore possono essere "sognatori" e  "viaggiatori" (Borges+Calvino)? Anche gli editori hanno un'anima!
     
    Ps. Mi permetto di precisare lo slogan ripreso da Quadrino: non è "Content is Key" ma "Content is King". Anche se effivamente, il contenuto è Re ma anche la Chiave Suprema 😉