Google Books, una creatura problematica

Google Books è una delle tantissime creature di BigG. Forse non la più nota, certo, ma probabilmente una tra le più problematiche. Un meraviglioso progetto di digitalizzazione dello scibile (o quasi) umano  più volte ostacolato dai soliti noti.  

Non si contano infatti, le cause intentate a Google Books dagli editori di tutto il mondo. Per esempio in Francia dove, soltanto qualche giorno fa, tre editori hanno lasciato cadere le accuse di violazione di diritto d'autore che avevano avanzato. O ancora in America, dove (come spiegavamo qualche giorno addietro) la Author's Guild si sta battendo per impedire di fatto la collaborazione tra atenei universitari e Google Books. 

Insomma un business per niente facile quello dell'editoria digitale, persino per Google, abituato di solito più a dettare legge che a seguire regole. 
Sarà per questo che come già Amazon e Financial Times anche Google ha girato le spalle ad Apple. Ancora una volta a far crollare l’alleanza è stato quel 30% che Apple tiene per sé per ogni acquisto effettuato tramite il suo store. Decisamente troppo secondo Google che, potendoselo permettere, decide di fare da sé. Anche a discapito degli utenti Apple per i quali acquistare e-book direttamente da iPad o iPhone diventa sempre meno semplice. 
 
Certo, lassù, nel favoloso mondo della Mela, sanno farsi perdonare tutto grazie ad una produzione assolumente unica nel suo genere. Ma per quanto ancora gli utenti giustificheranno questa politica così apertamente in contrasto con le loro esigenze? 
 
Nel frattempo, come ogni creatura che si rispetti, anche Google Books dopo la separazione, si è rifatta il look e ha buttato tutte le cose che non servivano più. Ora è ancora più usabile, utile ed essenziale. Un giro di prova è più che consigliato. 

Margherita Caramatti

Conosciuta anche come Maggie. E' nata con la passione per i libri e cresciuta con quella della tecnologia e del uéb, oggi cerca di unire le due cose e farne una professione.

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