Holy gender bender Bible

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Attualità / Holy gender bender Bible

A volte capita di avere un appuntamento in un locale e arrivare un po' in ritardo. Si cercano sempre giustificazioni inutili: lo stronzo che vi ha fregato il parcheggio proprio lì a due passi e avete dovuto tirar fuori il passaporto per poter posteggiare; il nonno che in tangenziale rispetta il limite dell'area pedonale; la mamma che ha lavato una camicia, quella camicia che stava nell'armadio da mesi e che proprio stasera avevate deciso di indossare, e allora sentendosi in colpa s'è messa ad asciugarla con il phon; le chiavi della macchina che erano a farsi un aperitivo con altri amici e che non tornavano più nonostante voi gli aveste detto di non fare tardi; King Kong e Godzilla che vi hanno chiesto un passaggio per il party più esclusivo dell'anno; insomma cose così. Lasciate stare queste scuse, lo sanno tutti che eravate sul divano a leggere l'ultimo numero di Finzioni fino a cinque minuti prima. La cosa migliore è mostrarsi sorpresi di vederli già tutti con il bicchiere in mano e dire: "CIAO A TUTTI!"

Fino a ieri potevate passarla liscia, ma da oggi, cari ritardatari, e non, vi conviene dire: "CIAO A TUTTI E A TUTTE!" e non dimenticate di adattare ogni vostra frase, pensiero, parola, e perché no, insulto a tutti i possibili generi voi conosciate. Il comitato di traduzione NIV (New International Version Bible) ha infatti da poco pensato di proporre una nuova versione della Bibbia, in particolare l'edizione più venduta nel Nord America, aggiornandola con tutte le modifiche di genere necessarie, secondo loro, a rendere il libro meno sessista.

Non è certo una novità: la figura femminile nella Bibbia, come in altra letteratura, è relegata ad un ruolo secondario e, soprattutto quando ci si vuole riferire ad un gruppo, le buone regole, ma a questo punto dovremmo dire le sessiste regole grammaticali, ci hanno insegnato ad utilizzare la desinenza maschile. Così si parla di "uomini" anziché di "uomini e donne", di "fratelli" invece che di "fratelli e sorelle", di "umanità" piuttosto che di "…(aiutatemi)…", e si potrebbe proseguire all'infinito. C'è chi si spinge ancora oltre dicendo che bisognerebbe modificare anche gli insulti, che sono molto più offensivi per le donne anche se rivolti agli uomini come (scriverò in inglese per non turbare troppo il candore dei puri di cuore, se ancora esistono): "son of a bitch" o "bad mother fucker" e anche qui si potrebbe proseguire all'infinito.

Consideriamo poi che, in un mondo che mira sempre più alla brevità e alla velocità, questa modifica nel modo di parlare e soprattutto di scrivere porterebbe inevitabilmente ad allungare i tempi, la quantià di inchiostro e di carta stampata. Per alcuni scrittori, saggisti, o presunti tali, questo potrebbe anche essere un bene, così da dare ai loro lavori una certa consistenza, anche se solo apparente, ma La Bibbia, francamente, mi pare già possa rientrare a pieno titolo tra quelli che definiamo "mattoni".

E poi diciamoci la verità: che questa operazione non fosse necessaria lo aveva capito benissimo già Noè, che per ogni specie animale presente sulla Terra salvò un maschio e una femmina, ben capendo l'importanza degli uni e degli altri. L'unico vero problema, sul quale forse dovremmo concentrarci, sarebbe quello di capire che fine abbiano fatto i due liocorni.

Michele Danesi 

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell’insana consapevolezza di piacere agli altri.

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