I Puffi peggio di Hitler: il lato nazista degli strani ometti blu

I Puffi come Hitler? Il villaggio degli strani ometti blu versione moderna della Germania nazista? Queste le due teorie alla base di Le petit live bleu, ultimo saggio del sociologo francese Antoine Buéno, già tradotto in lingua inglese con il titolo The little blue book e che sta scatenando la curiosità – nonché, in alcuni casi, lo scandalo – di chi come la sottoscritta è cresciuta guardando in televisione le avventure degli ometti blu.

L'autore di questo saggio paragona la società dei Puffi a quella di un mondo in balia della dittatura, evidenziando i presunti aspetti in comune tra il celebre fumetto, creato dall’artista belga Peyo nel 1958, e la vita in Germania ai tempi di Hitler. In particolare, alla figura del dittatore è paragonata quella di Grande Puffo, considerato una figura autoritaria che costringe gli abitanti del villaggio a mettere in comune tutti i loro beni, con un'abolizione della proprietà privata e la concentrazione del potere e delle ricchezze nella sua persona. Anche il fatto che Puffetta sia l'unica donna che abita il villaggio è un «simbolo della razza ariana». Una lancia è invece spezzata in favore di Gargamella e del suo gatto Birba, ritenuti vittime di discriminazione in quanto diversi dal resto della popolazione.

Naturalmente gli eredi di Peyo, nella persona del figlio Thierry, hanno preso le distanze dal saggio definendo le sue teorie «grottesche e poco serie».

A proposito, sapevate che i Puffi in francese si chiamano Les Schtroumpfs?

Marta Traverso

Gossip blogger, bonsai all'ombra della Lanterna, vagabonda dei social media

2 Commenti
  1. Storia in effetti grottesca. Bueno, più che un sociologo, è uno scrittore, sedicente “prospettivista”, uno cioè che scrive romanzi “d’anticipazione” in cui cerca d’immaginare futuri possibili (come se la fantascienza non facesse questo da decenni…). Ma è anche uomo del centrodestra francese e ghost-writer di François Bayrou, noto leader politico. E poi è del 1981, cioè è uno che coi puffi c’è cresciuto, e qui il sospetto che alla base del libro ci sia un trauma personale si fa forte… E’ evidente che al giovane garçon francese manca completamente una corretta definizione di totalitarismo, se arriva a eguagliare stalinismo e nazismo. Ma in Francia queste cose succedono spesso; fortunatamente quel paese ha degli ottimi anticorpi di fronte a queste boutades…