Il lettore a piedi Il lettore a piedi

Ritualità / Il lettore a piedi che non volendo sprecare tempo prezioso si affida, e confida, ai piaceri della mente, esponendosi a seri rischi per l’incolumità fisica

Questo tipo di lettore/trice è per definizione un’impavido/a. Incurante della moltitudine di rischi cui si trova esposto (avversità atmosferiche, gabbie comunali, ostacoli di plurima portata e fantasiosa struttura), costui si erge al di sopra dell’umana dimensione, giungendo in un oltre non specificato. Il suo sguardo è fermo sul libro traballante. Mantiene una certa regolarità ritmica proporzionata alla camminata e possiede anni di esperienza sul campo.

L’esperto si concede questo tipo di distrazione in percorsi abituali di cui conosce bene insidie e tranelli, nella speranza di poter confidare sull’automatismo del suo sistema organico-meccanico. Il che lo distingue a prima vista dal pivello, il quale si muove nello spazio con una proprietà cinesica di sicuro interesse accademico, nell’espressione reattiva a stimoli e urbani e metafisici. Spallate ed epiteti a parte, il lettore si fregia di un percorso pedonale di incalcolabile giubilo ed estasi. Impagabile.

Licia Ambu