lettore classico Il lettore del classico, lirreprensibile

Ritualità / Il lettore del classico, l’irreprensibile

Gli idiosincratici da novità si lanciano sul classico. Possiede, effettivamente, la categoria, innegabili vantaggi. Quando si dice classici spesso si pensa (e si dice) morti da anni, perciò la loro produzione è pressoché assodata e di sicura soddisfazione. Operazione riuscita, autore impossibilitato ad incorrere in nefandezze da marketing galoppante. A colpo sicuro, insomma. E poi di classici ce ne sono davvero tanti. Sono quei libri che hanno letto tutti anche se la maggior parte non ti sa dire di che parlano. Il lettore del classico, invece, lo sa. Lui sa tutto. E se becchi il classico preferito sei fottuto. Perché allora l’ha letto almeno due volte e te lo tira fuori nei discorsi culturali, anche se parti da Paolo Giordano, soprattutto se parli di Paolo Giordano (che in confronto sai…). E sì, il classico ci sta sempre, ovunque. E lui ce l’ha in tasca, in testa, in ogni stanza di casa. Fa sposare Foscolo e Manzoni e ti ci ammazza la Kinsella. E poi c’è Calvino. Che è un classico perché se lo leggono da decenni tutti i discenti a modo, grazie a Dio, aggiungerei. Perché è Calvino. E silenzioso vende meno Baroni al mese di quanti sono i cadaveri di Deaver, ma vuoi mettere in una vita?…

Licia Ambu