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Ritualità / Il lettore in fila presso ente pubblico, ovvero come trasformare un’estenuante croce di vita in un’esperienza spazio temporale godibile
Chiunque sia approdato per una qualche pratica nei dintorni di un ente pubblico è diventato lettore. L’ente pubblico è la miglior campagna pro lettura che possa esserci. Costa poco in termini di investimento e rende di sicuro. Se sei stato in fila, allora sei lettore. Il navigato messo in attesa, infatti, sa che lo lasceranno parcheggiato a tempo indeterminato, dopo aver scambiato la sua identità per un numero, su una sedia scomoda. E lui, sotto gli sguardi scontenti e disperati, sfoggia l’arma vincente: il gioiello tipografico. E con aria soddisfatta si scrive in faccia che non importa, la burocrazia non lo ucciderà, lui può stare lì infinitamente e questo non lo scalfirà nell’animo profondo. Si accomoda a gambe divaricate, appoggia i gomiti sulle ginocchia e inizia. Postura a parte, un ultimo sguardo di stizza alla signorina incassata dietro vetro non smerigliato, e poi si va. Lui e Kafka.
Licia Ambu
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