Il peso (eccessivo) della cultura

Avete mai fatto a gara con un amico/a a chi ha più libri? Sì, l'avete fatto. E se non l'avete fatto, avete sicuramente – sfruttando un invito a cena – girovagato con falsa indifferenza per casa sua, cercando di contare "a occhio" la quantità di volumi sugli scaffali o sui tavolini. Bene, sappiate due cose. Uno: è una cosa veramente da nerd, smettetela immediatamente. Due: c'è una famiglia canadese che, perdonate il francesismo, vi dà la merda. Sono i Raycraft, e vivono a Pike Lake, una cittadina sperduta nella natura e in mezzo al NULLA del Canada meridionale. Il loro vicino di casa era un collezionista, ma alla sua morte la moglie decise di bruciare tutti i suoi libri. Per la precisione, 350.000 (trecentocinquantamila!) volumi. La famiglia Raycraft, biblofila da sempre, ha deciso di togliere il fardello alla vicina, e di prendersi i libri in casa.

Il problema, per Shaunna Raycraft e marito, è che una quantità di libri così grande può costar caro. Non in termini strettamente economici però. In termini di peso. I Raycraft hanno comprato una di quelle casette-piccoline-in-Canadà, costruzioni di legno monofamiliari senza fondamenta appoggiate sulla terra, solo per tenere gli scatoloni pieni di libri in attesa di catalogarli tutti. Ebbene, trenta tonnellate di libri stanno facendo lentamente collassare l'edificio. Trenta tonnellate! Una cosa come venti Volvo Polar una sopra l'altra in salotto.

I coniugi hanno provato a venderli, ma senza successo. Per darvi un'idea della quantità e della varietà di titoli, pensate che ci sono voluti tre giorni solo per catalogare i libri di baseball, e cinque per le bibbie e i testi religiosi. E adesso la casa che sprofonda.  Shaunna ha dichiarato alla CBC (Canadian Broadcasting Corporation) che sta pensando seriamente di bruciarli, alla fine, queli libri. Voi che fate a gara con l'amico/a nerd, provateci un po' a dover scegliere tra un tetto o un migliaio di manuali di cucina. Bow your heads to Shaunna!

Davide Coppo

Davide Coppo

Davide Coppo ha 24 anni e la barba. È laureato in Lingue e Letterature Straniere. È milanista, scrive per il magazine bimestrale Studio e gli piacciono le ragazze con i capelli corti, gli Smiths, il Beefeater, Anthony Burgess, John Fante, Carver e altra gente presa male.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.