Il Premio del libro europeo: una gran bella serata

"La serata è stata molto diversa da quella dell'anno scorso, in quanto quest'anno Martin Schulz, il Presidente del Parlamento europeo, indossava la cravatta azzurra, mentre l'anno scorso ne aveva una rossa…"

Ho dovuto cestinarlo. Il post sulla serata era praticamente pronto dopo il primo quarto d'ora di serata. Una paginetta in chiave ironica su come il Premio del libro europeo sia solo, in fin dei conti, un'occasione di più per la classe dirigente brussellese di autocelebrarsi. Però, come dicevo, la paginetta in chiave ironica ho dovuto cestinarla.

Visualizzazione di foto 1.JPG

Lo spirito autoreferenziale della serata era stato predisposto ad arte nel corso della blanda introduzione alla serata fatta da Pascal Lamy, ex direttore generale della WTO, e da Martin Schulz, che ha rivendicato le grandi responsabilità culturali della Germania in Europa – qualcuno forse ne dubitava? Tutto scorreva piatto, senza sorprese e senza suspense, fino a quando il microfono è arrivato al presidente della giuria Radu Mihaileanu (d'ora in poi semplicemente Radu). Radu è un regista rumeno che non sapete di conoscere, ma che identificherete immediatamente non appena vi dirò che suoi sono Train de vie e Il Concerto. Radu ha inizianto parlando in difesa dei diritti d'autore, poi ha cambiato argomento e ha raccontato una storia vera e di coraggio. Radu ha raccontato la storia sua e della sua famiglia e così, mercoledì sera, la letteratura è entrata a spallate nel Parlamento europeo.

LA VERA E COMMOVENTE STORIA DELLA FAMIGLIA MIHAILEANU IN UN DUE TRE PARAGRAFOI

Il papà di Radu, Mordechai Buchman, era giovane quando, negli anni '20, in Romania salì al potere il regime fascista e poi il nazismo. In quegli anni Mordechai si imbatté in una lettura che cambiò la sua vita e lo portò a decidere di combattere il regime: La condition humaine, di  André Malraux. Tanto aveva significato quel libro per Mordechai, che decise di tradurlo clandestinamente in rumeno e di ricopiarlo a mano in diverse copie, affinché anche i suoi compagni di lotta potessero leggerlo. Negli anni successivi, finita la guerra, Mordechai riuscì ad incontrare Malraux, con il quale strinse legami d'amicizia. 

La situazione non era però destinata a migliorare in Romania: crollato un regime, ne subentrò un altro. Per Mordechai, divenuto critico letterario, i libri autorizzati non bastavano. Così, nel corso delle sue uscite in Francia, possibli grazie agli inviti di Malraux, Mordechai prese a recarsi dagli editori parigini chiedendo loro libri e promettendo in cambio mirabolanti recensioni. Gli editori, nonostante sapessero che sarebbe stato impossibile recensire in Romania un libro vietato, gli consegnavano i volumi che lui faceva poi entrare nel paese. Nel corso degli anni Mordechai accumulò un vero patrimonio di volumi, che amava fare circolare tra gli amici e che andarono a costituire una libreria molto "profonda", scherza oggi Radu. I libri del padre, infatti, erano nascosti in fondo alle mensole, dietro ai libri autorizzati dal regime. 

Negli anni Ottanta prima Radu poi gli altri suoi famigliari si decisero ad abbandonare la Romania. La famiglia si trovò così con un improvviso problema: cosa fare della propria unica ricchezza, la libreria accumulata nel corso degli anni? Furono i numerosi amici francesi ed europei della famiglia a portare, poco a poco, i libri indietro fino a Parigi, dove ora Radu ha di nuovo l'intera libreria del padre con cui è cresciuto.

Fine della storia della famiglia Mihaileanu

Visualizzazione di foto 2.JPGSilenzio. Un applauso, due applausi, cinque, otto, venti, uno scrosciare di applausi. Un signore si alza in piedi poi si accorge di essere da solo, allora guarda titubante il vicino che si alza anche lui e in un attimo la sala esplode in una standing ovation. Ammetto che, abituati a parlare di TTIP, in queste stanze ci si commuove con poco. Ma Radu e la sua zazzera così poco istituzionale hanno davvero toccato tutti.

Quando si è alzata a ritirare il premio per il miglior romanzo europeo, anche Pascale Hugues, la vincitrice, aveva la voce rotta dalla commozione. Bella anche la storia di come è nato il suo romanzo.

LA STORIA DI COME È NATO IL ROMANZO DI PASCALE HUGUES

Pascale è una scrittrice alsaziana che si trasferì a vivere a Berlino negli anni Ottanta. Un giorno, passeggiando per la via in cui aveva preso casa, si accorse di com'era stata di recente ricostruita. Quante ne doveva avere viste, quella strada! Fu così che a Pascale venne l'idea di ricorstruire la storia della Germania attraverso la storia della sua via, facendosi raccontare le vite delle persone che ci avevano abitato. Sopravvissuti, famiglie divise e riunite: tutti sono stati felici di consegnare a Pascale la propria vita, e lei l'ha accolta con delicatezza ne La robe de Hannah, il romanzo vincitore, non ancora tradotto in Italiano.

Fine della storia di come è nato il romanzo di Pascale Hugues

Anthony Giddens è quindi stato premiato per il miglior saggio. Mingherlino, vivace, ci ha fatto ridere parlando in francese con il suo accento inglese e poi, ho chiesto conferma al mio vicino perché non ci credevo, mi ha fatto anche tenerezza: lui, il mito, l'inventore della terza via, il libro obbligatorio al primo esame di scienze politiche, stava tremando mentre leggeva il discorso di ringraziamento.

*****

Stringo un bicchiere di prosecco in mano chiacchierando nel corridoio del Parlamento. Ero entrata pensando che questo bicchiere di vino sarebbe stato l'aspetto più positivo della serata, ma mi sbagliavo. Butto giù il il fondo in un sorso, esco nel freddo di Bruxelles: è troppo presto per tornare alle luci e alle chiacchiere, voglio tenere ancora un po' nella mente l'immagine di un giovane rumeno che, in una cantina in periodo di guerra, traduce dal francese un libro che gli ha cambiato la vita per farlo leggere ai suoi amici.

Cecilia Lazzaroni

Mi sono buttata sui libri quando ho capito che tanto, in matematica, non avevo speranze. Mi piacciono i tulipani, i gatti, la birra, la corsa, i capelli rossi, i film d'amore, la Scozia, il verde, il football americano, i viaggi in bicicletta e trovare delle lettere tra la posta.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.