La regina del giallo nordico – Intervista a Camilla Läckberg

Al Salone del Libro di Torino si vedono molte facce giganti. Sono i volti degli autori su cui le case editrici presenti puntano tutto, gli scrittori che stanno in testa alle classifiche e che riempiono le sale conferenze durante i cinque giorni della kermesse. Anche quest’anno ne ho viste molte e, fra le tante, su una delle pareti esterne dello stand Marsilio, spiccava quella della svedese Camilla Läckberg. Ad attirare l’attenzione dei visitatori non solo gli occhi azzurri dell’autrice, ma soprattutto la copertina del suo nuovo giallo, Il segreto degli angeli, ottavo episodio dei romanzi di Fjällbacka. La serie, che ha debuttato in Svezia più di dieci anni fa, è stata capace di raggiungere il successo lettore dopo lettore per poi varcare i confini nazionali seguendo la strada aperta dal connazionale Stieg Larsson e conquistare, infine, i mercati editoriali europei e internazionali.

Incontro la scrittrice svedese nell’area lounge allestita all’interno del Salone dal Circolo dei Lettori di Torino. Mi accorgo fin da subito che la gigantografia dello stand Marsilio non rende onore al fascino dell’autrice. Dal vivo Camilla Läckberg è molto elegante, posata, divertente, ma soprattutto entusiasta di sedere insieme a noi blogger per chiacchierare dei suoi libri. Nonostante siano soltanto le dieci di mattina, sembra fresca come una rosa e pronta ad affrontare una scalpitante giornata promozionale; al contrario, per esempio, del sottoscritto che durante i primi dieci minuti si dimentica di accendere il registratore. I primi botta-e-risposta riguardano il successo mondiale della scrittrice e la sua ricetta per ottenerlo.

Fin da subito ho voluto dare importanza alla vita quotidiana dei protagonisti più che all’aspetto “crime”, perché i lettori tendono a immedesimarsi di più in storie di questo tipo. Ho preso spunto dai lavori di Elizabeth George, una scrittrice che amo molto. Il rischio di ripetersi? Sono i lettori a volere che gli eventi si ripetano! Vogliono tornare al solito mondo, ritrovare i propri personaggi preferiti. Quando i critici scrivono che i miei romanzi sono tutti uguali, in un certo senso hanno ragione. La ricetta è sempre la stessa. Non voglio ricominciare da zero, perché sarebbe come cambiare un paio di ciabatte a cui si è abituati da tempo e che funzionano bene.

Ingrediente fondamentale di questa ricetta è senza ombra di dubbio la coppia protagonista della serie: Erica Falck (scrittrice) e Patrick Hedström (poliziotto). Ogni libro è come spaccato in due: da un lato la storia della relazione che lega questi due personaggi e dall’altro le indagini su uno dei misteriosi omicidi che sconvolgono la quiete di Fjällbacka. Chiedo dunque all’autrice quale sia il suo rapporto con la coppia Erica-Patrick e se sia difficile per lei inventare nuove storie e nuove avventure per loro a una cadenza così elevata.

In principio esisteva solo Erica Falk, avevo inventato lei e basta. Poi mi sono resa conto che sarebbe stato difficile per un privato cittadino indagare sui casi di omicidio che volevo raccontare. Quindi ho dovuto introdurre Patrick. Il risultato è stata una coppia perfetta. Loro due si compensano in modo totale, sono come lo yin e lo yang. Insieme formano il mio protagonista, il mio eroe. Per me sono quasi persone reali, con loro trascorro più tempo di quanto passi con i miei amici o con la mia famiglia. Mi piace osservarli e devo riconoscere che fanno tutto quanto da soli. Quindi per me è molto facile inventare nuove storie che li coinvolgano.

Uno degli argomenti cruciali nei romanzi di Camilla Läckberg è il passato. Si tratta di un passato misterioso, spesso oscuro e potenzialmente pericoloso. La scrittrice ci confessa che il suo è un interesse di carattere personale: le piace moltissimo guardare vecchie foto e indagare sulle generazioni che l’hanno preceduta. Dopodiché ci spiega che negli ultimi anni l’intera Svezia sta cominciando a indagare su alcuni punti oscuri della sua storia, primo fra tutti la posizione di “neutralità” durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il giallo svedese per tradizione si è sempre occupato di tematiche sociali. Io non l’ho mai fatto. Io scrivo per intrattenere i lettori. Temi quali la salvaguardia dell’ambiente o il terrorismo sono troppo vasti per me; preferisco scrivere dei piccoli problemi quotidiani. Ho deciso invece di parlare di razzismo così apertamente quando una formazione politica svedese di chiare posizioni xenofobe ha ottenuto molti voti alle elezioni (si riferisce ai Democratici Svedesi, partito politico nazionalista entrato in parlamento in seguito alle elezioni del 2010, ndr). Per quanto riguarda l’omosessualità, devo dire che in Svezia è un argomento che non che fa scalpore come in altri paesi. Ho molti amici gay, sia uomini che donne.

Una delle blogger presenti pone un’interessante domanda a proposito dei personaggi femminili presenti nei romanzi della serie di Fjällbacka. Queste donne di carta sono solitamente persone forti e decise, in netto contrasto con le controparti maschili, in perenne difficoltà. La differenza è davvero così netta?

Sì? Sarò diplomatica perché ci sono molto uomini qui (ride, ndr), ma anche onesta. Appartengo a una generazione di donne svedesi che hanno voluto essere fidanzate, mogli, madri e donne di successo. Tuttavia i compiti domestici non sono divisi al 50/50, perché noi restiamo le principali responsabili della famiglia. Ho molte amiche i cui mariti, quando rincasano dal lavoro, vanno a correre un’ora perché “ne hanno bisogno”. Be’, anche noi donne ne avremmo bisogno, ma dobbiamo occuparci della casa e dei figli. Quindi sì, c’è ancora una differenza marcata fra i sessi e proprio per questo noi donne dobbiamo essere più forti.

Per confermare ulteriormente la sua appartenenza a questa categoria di donne di successo, l’autrice ci parla dei suoi nuovi progetti: vorrebbe creare del merchandising ispirato alla serie di Fjällbacka, continuare a ballare (estrae lo smartphone per mostrarci le foto dei suoi allenamenti) e a scrivere testi per canzoni. Inoltre, ha in mente di lavorare a un libro che aiuti gli anti-sportivi come lei a tenersi in forma. Camilla Läckberg pare proprio determinata ad incrementare il suo successo … ma il suo esordio, come è stato?

In Svezia è tipico per gli autori firmare le copie anche all’interno dei supermercati. Quindi, agli inizi della mia carriera, molte volte mi sono trovata a dover giocherellare con la penna per circa un’ora intera in attesa che si avvicinasse qualcuno. Quando questo succedeva, spesso era per chiedermi dove fosse il reparto frutta e verdura.

Guardando l’orologio ci accorgiamo con stupore che è passata un’ora e mezza dall’inizio della chiacchierata. Abbiamo scoperto che in Svezia si leggono pochi autori stranieri (fra gli italiani più noti figura Italo Calvino), che un prodotto italiano molto seguito è stato la serie televisiva La piovra e che uno dei libri preferiti di Camilla Läckberg è Il quinto figlio di Doris Lessing. Inoltre, a Fjällbacka, città natale dell’autrice e scenario di tutti i suoi libri, gli abitanti la pregano di utilizzare il loro giardino come scena di un delitto nel prossimo romanzo o di uccidere sulla carta la suocera.

Chiudiamo con la domanda che Finzioni pone a tutti gli intervistati e alla quale Camilla Läckberg risponde impegnandosi a fondo. Se potesse flirtare con un personaggio letterario, quale sarebbe?

Qualsiasi personaggio interpretato da George Clooney (ride, ndr). Ma vediamo… è una bella domanda. Non è proprio un personaggio letterario, ma credo che mi piacerebbe uscire con Garth, il protagonista di un fumetto con cui sono cresciuta. Oppure… come si chiama? Quello di Cime Tempestose… (Il traduttore suggerisce, ndr). Sì, Heathcliff! Una combinazione di Garth e Heathcliff formerebbe l’uomo perfetto. E sul grande schermo potrebbe interpretarlo George Clooney!

George Clooney. What else?

Danilo Zagaria

Biologo torinese non praticante, accumula libri e qualche volta li legge. Ogni tanto corre, meno spesso scrive.

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