Un Lord della letteratura – Intervista a Michael Dobbs

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Non capita tutti i giorni di incontrare un vero Lord della letteratura inglese. Sguardo gentile ed ironia squisitamente british, Michael Dobbs non ha deluso le aspettative di curiosi, fan e giornalisti che riempivano la stanza, stracolma, di un'accogliente libreria-caffè nel cuore della capitale. Difficile nascondere un briciolo di stupore al suo ingresso: la sua immagine di certo non corrispondeva a quella dello spietato personaggio che ha portato al successo il suo libro e la pluripremiata serie tv: Frank Underwood/Francis Urquhart, protagonista del thriller politico House of Cards, pubblicato in Italia dalla Fazi Editore. Michael Dobbs è stato capo dello staff di Margaret Thatcher, Lady di Ferro, fino al 1987 ed è probabilmente a lei che in un certo senso dobbiamo la nascita del romanzo. In seguito ad una feroce discussione con "Maggie" (sì Finzionici, la chiama proprio così) si interruppe il loro rapporto professionale e, depresso e sconsolato, durante una vacanza decise di comninciare a scrivere.

Lavoravo per una signora di cui forse avete sentito parlare. A seguito di una lite dovuta a divergenze insanabili mi cacciò e partii per una vacanza. Mia moglie stanca di sentirmi brontolare e lamentare a proposito del brutto romanzo che leggevo in quel momento mi esortò: 'smettila di fare il farfallone, se pensi di essere bravo provalo, scrivi qualcosa tu!'. Così presi una matita, un blocco, una bottiglia di vino ed a bordo piscina iniziai. Le uniche parole che riuscii a scrivere furono FU ("fuck you", la traduzione immaginiamo non sia necessaria). La sigla divenne Francis Urquhart (in seguito Frank Underwood nella serie americana), il personaggio che 27 anni fa avrebbe cambiato per sempre la mia vita. Immagino quindi di dover ringraziare quella che poi è diventata la mia ex-moglie.

I romanzi di Dobbs hanno raggiunto il successo mondiale di pubblico e critica anche grazie alla serie tv prodotta da David Fincher ed interpretata magistralmente da Kevin Spacey e Robin Wright, nel ruolo della compagna di vita e strategie di Frank Underwood (nome americano del protagonista).

La Bbc fece una serie splendida tratta da House of Cards. Per una serie di motivi andai in rotta con la produzione arrivati alla terza stagione: non mi ritrovavo più in quello che vedevo. Quando Netflix bussò alla mia porta e mi disse che volevano fare una nuova serie tratta dai miei romanzi, con David Fincher e Kevin Spacey nello staff era chiaro che non ci fosse neanche bisogno di pensarci. La serie inglese era più umoristica, rideva di se stessa. Quella americana è più dark, piena di contrasti. Dobbiamo anche dire che quella della Bbc è andata in onda in un'altra epoca, prima che il mondo fosse stravolto dai cellulari e da internet. Dopo tutto è cambiato, sopratuttto nella politica.

Per uno scrittore non è mai semplice vedere il proprio libro trasformato in immagini, i rischi sono tanti, eppure Michael Dobbs ci racconta per una volta di una storia a lieto fine .

Cedere i diritti è come vendere casa: ti aspetti che prima o poi arrivi il momento di lasciarla definitivamente ad altri. Hollywood ha voluto invece che vivessi, dormissi, mangiassi con loro durante tutto il tempo necessario alla produzione. Sono stato completamente coinvolto ed ascoltato e posso dire senza alcun dubbio che sia stata una delle esperienze più felici, appaganti ed incredibili della mia vita.

Si aspettava questo successo?

(ATTENZIONE: Questa risposta contiene spoiler sulla trama della seconda stagione della serie TV) House of Cards è stata una terapia, non pensavo di pubblicarlo, né che lo avrei mai portato a termine. È stato come scalare una montagna. Quando arrivi in cima il momento è intimo e unico e importante per te. Non ho mai pensato di diventare scrittore, ma quando la Bbc mandò in onda l'episodio nel quale Francis uccide Mattie, la giovane giornalista, il telefono ha cominciato a squillare impazzito. Ho cercato di dire che non fosse merito mio, ma non c'è stato verso. A quel punto mi sono sentito investito da una nuova responsabilità. Una sera chiamò anche una mia vecchia zia che disse solo: «hai permesso a quel bastardo di cavarsela!». E attaccò. A quel punto dovetti promettere a mia zia che giustizia sarebbe stata fatta. Capite, era una promessa, non potevo sottrarmi dall'impegno.

Qualcuno dopo aver letto i suoi romanzi si è indignato?

Sono colpevole: ho creato il peggior personaggio politico con la peggior reputazione! Ma dobbiamo dire che quando arrivi a certi livelli nella politica sono tutti spietati ed ambiziosi, è l'unico modo per raggiungere i propri obiettivi. Questo ha a che vedere con la realtà della politica, mettetevi l'anima in pace, non c'è niente da fare. Oggi, dopo 27 anni, mi rendo conto che il messaggio di House of Cards è più forte che mai.

A proposito di cattivi, come è riuscito a farci stare dalla parte della spietata coppia Frank/Claire?

(Ride) Questa è una bella domanda. E devo confessare che devo tutto alla trovata geniale dell'attore protagonista della serie della Bbc, Ian Richardson. Decise infatti di guardare in macchina per rivolgersi direttamente all'audience. L'espediente è ripreso anche da Kevin Spacey ed è quello che rende complici e partecipi gli spettatori di quanto più losco e sporco si possa immaginare. Francis/Frank condivide il suo punto di vista, buca la parete e ci coinvolge in qualcosa di diabolico.

***

Prima di porgli la consueta domanda finzionica, cerchiamo di estorcergli qualche confessione su episodi e personaggi che nella sua lunga carriera di politico possono avergli ispirato il romanzo. Ma da elegante Lord inglese, glissa le domande, lasciandoci intravedere per la prima volta le sue doti da politico.

Non potremo mai capire l'uomo politico senza avere accesso al suo privato. Molti politici hanno nell'intimo qualcosa che li spinge al riscatto attraverso la sfera pubblica. E' qui che i due mondi, privato e pubblico, si toccano. Questa è la chiave.

Un dettaglio sulla terza stagione di House of Cards però riusciamo a strapparglielo: 

Ne vedrete delle belle, posso dirvi che seguire le riprese di questa terza serie è stato esaltante. E per gli appassionati della coppia Frank/Claire sappiate che il loro rapporto letale ne esce ancora più rafforzato.

Non ci resta che aspettare allora. Un'ultima domanda che Finzioni pone a tutti gli intervistati. Se potesse flirtare con un personaggio letterario, quale sarebbe?

Un personaggio letterario, eh? Difficile la scelta… ma si, direi Maria Maddalena. Mi piacerebbe tanto sentire la sua versione dei fatti (ride).

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