Vanni Santoni intervista Fabio Genovesi

(Nota: una parte di questa intervista è uscita sul dorso toscano del Corriere della Sera)
(Nota: la foto di Fabio Genovesi qua sotto è di Francesca Giannelli)

 

È uscito il 3 febbraio per Mondadori, a quattro anni dal precedente Esche vive, il nuovo romanzo del fortemarmino Fabio Genovesi, classe ’74, dal titolo Chi manda le onde. In questi anni Fabio non è stato assente dalla libreria, dato che ha pubblicato, sempre per Mondadori, il libro sul ciclismo Tutti primi sul traguardo del mio cuore e la riedizione del suo primo romanzo Versilia rock city, e per Laterza il Contromano Morte dei marmi; tuttavia Chi manda le onde, che narra le vicende incrociate di un gruppo di curiosi personaggi – Luna, una bimba albina affascinata dagli oggetti portati dal mare; Luca, suo fratello surfista e Serena, la loro mamma solitaria e sempre vestita come un soldato; Sandro, Marino e Rambo, tre quarantenni che vivono di espedienti e cercano tesori in spiaggia col metal detector; Zot, bimbo arrivato da Chernobyl che passa il suo tempo con Ferro, un astioso bagnino che intende respingere i miliardari russi dalle sue spiagge – sullo sfondo della Versilia, segna il suo ritorno al romanzo di ampio respiro, come spiega lui stesso.

GENOVESI_FOTO_ALTAÈ un libro a cui ho lavorato molto, quattro anni, fatti anche di tentativi, vicoli ciechi e riscritture, e credo, o meglio spero, che si veda. Il fatto è che non riesco a creare troppa struttura prima di cominciare a scrivere, comincio da un’immagine, da un’idea di personaggio, e solo dopo aver scritto un po’ di scene e aver inquadrato i protagonisti poi capisco dove deve andare il libro, che architettura deve avere. Ciò si traduce in un metodo abbastanza antieconomico nel rapporto tra produzione e materiale definitivo: capita spesso, specie nella prima fase dei lavori, di dover buttar via intere parti. Alla fine per arrivare a queste quattrocento pagine mi sa che ne ho buttate via altre seicento.

Per quanto riguarda l’ambientazione, sono tornato alla mia preferita, la provincia toscana, ma dall’entroterra di Esche vive sono sceso verso il mare, nella mia Versilia. Dato che mi interessano le vicende umane, credo che la provincia, le piccole città, siano il luogo ideale per osservarle e quindi anche per ambientarcene di nuove. Questo perché a mio avviso la grande città tende a inglobare, a rende tutti più omogenei, mentre nei piccoli paesi c’è più spazio per l’eccentricità, per certe personalità un po’ sbilenche. Questo in generale. Più nel particolare, per Chi manda le onde ho scelto la Versilia non solo per la provincia e per la mia appartenenza geografica, ma anche perché si tratta di un luogo ideale per ambientarvi storie in cui la natura ha un ruolo importante. In Versilia c’è il mare, ma c’è anche la montagna. Puoi stare in spiaggia e però in venti minuti essere sulle Apuane. Dato che uno dei temi principali di Chi manda le onde è lo stupore, il senso magico di meraviglia che ci prende a volte quando si guarda il mondo, avevo bisogno di uno sfondo naturale molto forte. Incidentalmente, lo avevo in casa.

In Chi manda le onde torna anche il tema dell’appropriazione del Forte da parte dei russi, che avevi già affrontato in Morte dei Marmi.

Sì, ma in modo molto più lieve. Questo è un romanzo, e come tale credo sia importante non essere troppo aderenti all’attualità, al fatto di cronaca o politico, altrimenti si rischia di perdere la magia della narrazione. Ad esempio, potrei benissimo parlare di come a causa della crisi un sacco di ragazzi dalle mie parti sono disoccupati, ma preferisco raccontare quanti se ne vedono, oggi, in mare a raccogliere arselle, cosa che un tempo non accadeva: questo è un segnale dello stesso fatto, ma in più è anche una storia. Inoltre mi piace molto che le mie vicende si collochino in atmosfere soffuse, anche temporalmente: ciò le rende più longeve. Tra l’altro in Chi manda le onde a volte anche il mondo stesso ha confini nebulosi, perché Luna, che è se vogliamo la protagonista principale anche se si tratta comunque di un romanzo corale, è albina, e come tale ha problemi alla vista, vede tutto sfumato, e dunque completa quello che non vede con la fantasia. Un processo che tutti possiamo attuare, in realtà.

genovesi_cover chi manda le ondeIl tour per la promozione di Chi manda le onde sarà ampio e toccherà tutta l’Italia, ma le prime date saranno rigorosamente toscane: dopo la “prima” andata in scena il 7 a Forte dei Marmi, l’autore sarà a Pietrasanta il 14 alla Versiliana d’inverno, il 28 a Vicopisano e poi il 4 marzo a Firenze, alla libreria TodoModo di via dei Fossi.

Mi fa molto piacere che oggi la Toscana stia vivendo un così forte rinascimento letterario, con così tanti autori che si sono affermati a livello nazionale. A mio avviso quasi tutti gli scrittori più interessanti della nostra generazione, ma a ben guardare anche di quella subito sopra a noi, vengono dalla nostra regione, inoltre nonostante la nostra sia la terra del campanilismo, tra noi scrittori toscani c’è poca rivalità e molta stima, ci incontriamo, ci confrontiamo, ci consigliamo letture, e questo genera qualità. Di più: a pensarci bene, questo rinascimento letterario sta rendendo alla Toscana il suo spirito più vero. Dopo alcuni decenni in cui eravamo diventati una regione-macchietta, di comici e caratteristi, adesso sta tornando a galla la vera natura della Toscana, che è sì innervata di comicità, ma sempre amara – e questo è decisamente anche il registro del mio romanzo.

N.d.F. Grazie a Vanni Santoni per averci mandato questa intervista, grazie a Fabio Genovesi per aver risposto a questa intervista e grazie a Luna che è una campionessa del mondo. 

Fabio Genovesi – Chi manda le onde – Mondadori 2015 – 396 pagine – diciannove euro

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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