Istruzioni per l’uso…creativo dei libri

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Il 3D è un’esclusiva del cinema? Macchè. Invasi ormai da questa nuova moda di vedersi  trasformato un qualunque film (non mi stupirei se fra qualche tempo anche Fantozzi venisse completamente riversato in 3D e, capirete, vedersi sparare in faccia Mariangela non dev’essere propriamente una goduria eccitante) in uno sputo d’immagini in viso allo spettatore di turno munito di speciali occhialini, in qualche modo anche il libro ha deciso di seguire questa scia tracciata dal grande schermo. Ma non facciamoci ingannare,  perchè un distinguo non indifferente c’e’, che lo allontana dall’obbrobrioso 3D cinematografico :  quello che  sto per presentare, non è la classica americanata indigesta ed eclatante (per chi non lo ha capito, ho un’opinione piuttosto barbara del 3D, anzi ne sono allergico dopo avergli dato una chance con Avatar di James Cameron) ma ha una valenza artistica ben specifica, raffinata, non stomachevole, una vera e propria chicca per il cultore del libro.

Thomas Allen è a tutti gli effetti  un’ artista,  americano, specializzato in fotografia contemporanea e nei lavori su carta. In particolare, nell’ambito che interessa a noi,  Thomas nutre una passione maniacale per le copertine pulp anni ’40-’50.  E quindi? Cosa c’e’ di strano in tutto questo? Nulla, se non il fatto che Allen è una specie di animatore di libri.  Di libri animati, pensati appositamente per i  più piccoli, ce ne sono a bizzeffe di questa tipologia, quante volte  è capitato di imbatterci in libreria in volumi del genere e a divertirci come dei bambini: aprendoli, e sfogliandoli,  ecco comparire, sparandosi in alto e in lungo, mondi incantati, paesaggi selvaggi incontaminati, spesso accompagnati da suoni simulati degli animali che vi vivono o dei personaggi che li abitano. E sono dei veri e propri generatori di stupore fanciullesco.  Anche in questo caso, Allen si differenzia. Soprattutto perché non ricorre a tecniche industriali né a programmi come Photoshop e simili, ma a un semplice taglierino o rasoio, quindi tutto fatto esclusivamente e rigorosamente a mano.  Ritaglia figure, ambientazioni, proiettandole e facendole esplodere fuori dal libro, creando dei pop-up che generano un effetto particolarmente vicino a quello del 3D al cinema, ma senza dover necessariamente essere in possesso di occhialini speciali per apprezzarli.  
Generalmente lavora sulle copertine ma non disdegna affatto interventi nel cuore del libro, ed ecco che aprendo anche le pagine interne, capita di vedersi sbucare qua e là figure di uomini e animali zampillanti: un effetto horror da comparsa improvvisa da dietro le spalle di una minaccia, che diverte. 

Lui mette in pratica quello che noi tutti facciamo con l’immaginazione: quante volte ci capita, leggendo un libro, di percepire (o sognare) un salto dei personaggi e dell’ambientazione fuori dalle pagine, per venirci a trovare nel nostro momento reale(la direzione opposta di quello che capita spesso al lettore, specie quando un libro ci piace visceralmente, di immedesimarci cosi’ profondamente negli eventi raccontati, che ci sembra a tutti gli effetti di viverlo quel mondo).
Grazie anche all’uso chirurgico e calibrato delle luci (e delle ombre generate) e dell’obbiettivo del suo mezzo fotografico,  i suoi personaggi, ritagliati, in un certo senso resuscitati dalla loro piattezza a stampa, regalano quella sensazione di animazione che li rende vivi all’occhio di chi osserva.
Alzi la mano chi non vorrebbe commissionare ad Allen un po’ di “operazioni” di ritocco estetico  simili ai propri libri? Io avrei già una lista della spesa da consegnare nelle sue mani. Dandogli carta bianca. C’e’ chi poi sostiene che i libri siano intoccabili, una sorta di sacralità inviolabile, chi invece è aperto a nuove soluzioni ed è più vanitoso. Insomma, de gustibus…
Nel caso, quali libri e quali copertine vorreste che prendessero vita dal taglierino (detto cosi’, suona un po’ minaccioso, stile Jack Lo Squartatore)  di Allen?

Se vi colpiscono  questi tipi di lavori “scultorei” praticati sulla carta del libro, ecco un’altra artista, imperdibile,  che fa sicuramente al caso vostro: Su Blackwell. Anche lei esplode tutta la sua vena artistica concentrandosi sui libri “consumati” (e non solo, perché è capace di creare appositi ambienti a grandezza naturale sempre con la stessa tecnica ed è stata chiamata piu’ volte per compartecipare alla realizzazione progetti pubblicitari) , creando, proprio come Thomas Allen,  figure, oggetti e momenti della storia che “escono” dal libro per abbracciare il lettore.  La sua fonte di ispirazione, da grandissima e consumata lettrice che è questa ragazza britannica, sono soprattutto libri di seconda mano,  la cui storia possa essere suggerire un lavoro di finissima e accurata opera di intagliatura: ad esempio le fiabe di Hans Christian Andersen.                                                                                                                           

Intere foreste , fatte di parole, che si inerpicano, salotti che improvvisamente compaiono da una pagina quasi per magia, una casetta illuminata con il fumo (fatto di parole e pezzetti di carta) che fuoriesce dal caminetto,  farfalle che spiccano il volo alimentate da carta e inchiostro, un veliero con un coccodrillo in mare, e capitan Uncino con Peter Pan che duellano sulla nave, e ancora Alice con il Coniglio e il buco che perfora le pagine del libro ci fanno rivivere Alice e il suo paese delle meraviglie sotto una luce diversa.                                                                                                                                                                                                                                        In un’intervista lei racconta come questa idea sia nata da un viaggio in Thailandia, dove l’artista è rimasta particolarmente affascinata dal fatto che la carta fosse utilizzata per cerimonie spirituali e che fruita in quelle particolari circostanze assumesse una forma e una consistenza inedite.  Insomma, Su Blackwell crea una storia nella storia, dandole vita, liberandola da quell’ipnosi tutta particolare che è la lettura che può “soltanto” (e non è poco) avvalersi dell’immaginazione personale per far accompagnare alle parole anche forme, colori e figure.

Di notizie su esposizioni artistiche della trentenne inglese,  previste in Italia, io ad oggi non sono riuscito a raccattarne. Sarebbe interessante che certi "ribelli" creativi possano essere esportati anche oltre il loro spazio confinato del paese d’origine.  E dar così la possibilità a molte più persone di provare quello stupore che ha afferrato, prepotentemente,  anche me,  a cui si è aperto un mondo nuovo,semplicemente ammirando da dietro un monitor di computer, fotografie raccolte, sparse, qua e là nel mondo infinito, e spesso nascosto, di Internet.  Dal vivo?
Thomas Allen, invece,(in coppia con Will Turner – che non è il pirata belloccio interpretato da Orlando Bloom nei Pirati dei Caraibi-  altro artista che si dedica in maniera inconsueta alla rappresentazione artistica dei volumi letterari) ha già lasciato tracce qui da noi, abbastanza recentemente, più precisamente a Milano, alla Galleria 1000 Eventi.  Non so se qualcuno di voi ci sia stato. Nel caso, se voleste intervenire con un vostro, personale, resoconto dell’evento, siete assolutamente ben accetti.

Per chi fosse interessato (anche per trarre spunto per idee diverse, giocando con la propria fantasia) ad approfondire questo affascinante, e inedito, mondo del libro reinventato , provate a sbirciare anche altri artisti del libro come Mike Stilkey, Stephen Doyle e Jim Rosenau  (a cui magari dedicheremo dello spazio in altre occasioni), solo alcuni dei tanti nomi di chi cerca nuove strade attraverso una fervida fantasia, idee chiare e una mano che fa quello che vuole.

 

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