Attualità & Approfondimento / L'Espresso Book Machine passa in mano a Xerox
Ė da pochi giorni disponibile sul mercato statunitense la Xerox’s Espresso Book Machine: l’innovativo dispositivo di print on demand lanciato nel 2008 da On demand Books con la collaborazione di Google ora è prodotto e distribuito da una delle più grandi aziende statunitensi produttrici di stampanti e fotocopiatrici.
Per chi se la fosse persa, la macchina in questione, salutata alla London Book Fair del 2009 come la più grande invenzione dopo la stampa a caratteri mobili di Gutenberg, permette all’utente di scegliere il libro che desidera da un vasto database e in pochi minuti (soli 4 per un libro di 300 pagine!) lo stampa, taglia e rilega davanti ai suoi occhi, copertina a colori compresa.
Le prime macchine sono state installate nel 2008 nelle principali università di Stati Uniti, Canada e Australia mentre per quanto riguarda l’Europa, nell’aprile 2009, la Blackwell ne ha installata una nella sua sede londinese di Charing Cross annunciando di voler fare altrettanto per le 60 librerie presenti nel paese.
Per capire la portata rivoluzionaria che ha questa macchina bisogna tenere presente quanto sia in espansione il mercato del print on demand e per quali motivi.
In breve: il print on demand è un servizio che si basa sulla domanda effettiva cioè, avvalendosi della tecnica di stampa digitale, permette di stampare soltanto le copie che saranno realmente vendute. Risulta quindi conveniente sulle piccole tirature ed oggigiorno sappiamo benissimo che la tiratura media di un libro è calata notevolmente rispetto al passato attestandosi sulle 3.000/4.000 copie e che di queste, nel caso migliore, solo la metà viene venduta, il restante rimane a marcire nei magazzini (con relativi costi).
Ė palese quindi il vantaggio enorme che questo sistema comporta soprattutto per le case editrici piccole e medie che sempre più numerose stanno collassando a causa proprio dell’incapacità di ammortizzare i costi. Con il print on demand non c’è alcun rischio di investimento e quindi qualunque autore ritenuto meritevole può essere pubblicato, anche in una sola copia, senza costi di magazzino e distribuzione!
All’estero se ne sono accorti già da tempo, in Italia qualcuno ci sta provando da un paio di anni come le Edizioni Trabant o Fanucci editore. E proprio la Trabant l’anno scorso sul suo blog spiegava come il progetto di print on demand stentasse a decollare per vari motivi: le remore degli italiani riguardo all’e-commerce; la diffidenza nei confronti della stampa digitale (ha la stessa qualità di un libro “normale”?); i costi di spedizione che i lettori si dovevano accollare.
Ma se la vendita fosse diretta? Se il print on demand fosse possibile in libreria o in edicola? Potrebbe cambiare tutto e cambiare in meglio: gli editori riuscirebbero a sopravvivere e i lettori potrebbero stampare la propria copia scegliendo tra migliaia di titoli, anche rari e fuori catalogo, ad un prezzo che si stima si ridurrà sempre più in futuro.
Per ora non resta che aspettare e stare a vedere se l’entrata in campo della Xerox riuscirà ad accelerare la diffusione della Espresso Book machine e convincere della possibilità di un’editoria alternativa.
Viviana Lisanti
Tag:News, Viviana Lisanti







Sono forse l’editore più piccolo al mondo
e pubblico solo ciò che mi entusiasma.
Dal 2008 ho un titolo su Amazon che viene prodotto on demand
e guarda caso vendo tantissimo negli Usa ed in Giappone.
Nulla in Italia…
http://www.allworkandnoplaymakesjackadullboy.net/
Franco Gengotti