La Mission

 

Finzioni ha rinchiuso per tutta l’ estate un tipo in biblioteca con delle provviste, birra, e del gran peyote e lui, in cambio, ci scrive quello che gli passa per la testa.

(R)estate con Finzioni / La Mission

Le Case Editrici Riunite parteciparono al funerale dell’ ultimo dei classici. Ora si trattava di fabbricare una grande opera che ricalcasse gli antichi fasti della letteratura classica, la solenne ed imponente letteratura classica. L’ idea di fabbricare una nuova generazione di intellettuali in laboratorio puzzava troppo di eugenetica. Così le grandi Case Editrici disposero un’ accurata indagine di mercato e conclusero:

I nostri scrittori di scuderia sono come i classici. Hanno visi pallidi, sono incoerenti ma con rigore, misogini il giusto ma a differenza dei classici questi scopano.

Così si scelse la strada più semplice e razionale:

Nei laboratori degli Editori si mise a punto un virus 100 volte più letale dell’ HIV. Il virus si diffuse velocemente, così il governo decise di porre sotto controllo ogni relazione sessuale.

Le case editrici si avvalevano di un nutrito esercito di reclutatori di lettori.

Io ero istituzionalmente e legalmente inquadrato in un rapporto con una giovane capo-reclutatrice. Era stata scelta per me incrociando i miei gusti, le mie preferenze culturali e letterarie dell’ Anagrafe Pubblica. Uno di quei tanto decantati classici ora mi avrebbe fatto comodo.

Avrei fatto volentieri la fila al supermarket relativista ed acquistato la prima gamma di idee e il sistema di valori in promozione, più un fustino di ammorbidente. Ero abbastanza spaesato senza obiettivi, così decisi di farmi assumere anch’ io come reclutatore di lettori. Oltre alla divisa mi avrebbero fornito un vasto assortimento di convinzioni incrollabili su filosofia e letteratura. Non conoscevo la loro linea editoriale o più volgarmente politica, ma non aveva importanza.

Concluso l’ addestramento mi comunicarono: ‘Stiamo cercando di conquistare nuovi mercati. Quindi Lei verrà esternalizzato, sarà inquadrato tra i missionari delle case Editrici Riunite’. Con il preavviso di un punto e a capo, fui paracadutato in uno stato in guerra. Intorno a me solo macerie di palazzi. Il mio sorriso patinato d’ ordinanza era incrollabile. Ero stato perfettamente addestrato. La mia divisa: t-shirt bianca, giacca casual, jeans e scarpe da tennis. E ovviamente badge di riconoscimento, badge che controllavo ossessivamente per ricordare chi fossi e sopratutto che cosa ci facessi lì.

Mi muovevo a fatica scavalcando cadaveri, facendo attenzione a non toccarli.

‘Sono morti che importa?’ Mi sembrava di giocare a shanghai umano.

I corpi portavano tutti al collo ancestrali simboli religiosi come il logo di Windows. Ora stava a me e al mio catalogo indottrinare i sopravvissuti.

‘Questo è il Catalogo’ dicevo solennemente, ‘Sarete liberi, ma all’ interno del Catalogo’.

Io e gli altri colleghi abbandonammo presto la missione. Passavamo le giornate in quella terra desolata facendo surf tra montagne di libri stracciati e brandelli di vecchi feticci.  Ogni tanto per abitudine vedevo un cadavere e mi riattivavo:

‘Signore è interessato alla nostra promozione? Basta una firma e riceverà gratis tre libri al mese a sua scelta, ma all’ interno del Catalogo’.

Tabagista

 

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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