La sottile linea rosa

credit http://www.flickr.com/photos/andreassolberg/
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Attualità & Approfondimento / La sottile linea rosa

Un libro capace di contenere infinite alternative di narrazione, in cui le voci degli scrittori si moltiplicano e dove la rete di connessioni assomiglia sempre più a una specie di enciclopedia. Lo si può trovare nella Biblioteca di Babele di Borges, luogo mitico descritto dallo scrittore argentino in “Finzioni”. Oppure si potrà sfogliare qualcosa di molto simile tra un paio di mesi, quando il collettivo di scrittori Kai Zen darà alle stampe il terzo romanzo del loro “Romanzo totale”, appunto.

L’ensemble – autore per Mondadori de “La strategia dell’Ariete” e dietro cui si celano i nomi dei quattro scrittori Jadel Andreetto, Bruno Fiorini, Guglielmo Pispisa e Aldo Soliani – ha scritto l’incipit della storia e, dopo averlo pubblicato il 26 giugno scorso sul sito www.romanzototale.it, ha invitato i lettori a continuare quell’ideale primo capitolo secondo la propria personale ispirazione in un vero e proprio “work in progress”. Ma la singolarità del romanzo è che sarà “Rosa”, ovvero ricalcherà gli stilemi delle vicende femminili raccontate ai primi del Novecento da Liala, Delly o addirittura ancor prima dalla marchesa Colombi. «Il Rosa è bistrattato, è considerato uno pesudogenere, carta da macero buona per letture mordi e fuggi da ombrellone o parrucchiera – dicono i Kai Zen – ci sembrava una sfida interessante per dire altro. In fin dei conti, quanti Harmony hanno dischiuso le soglie della storia a generazioni di lettori, quanti altri hanno sfiorato la spy story, il dramma psicologico, la narrazione epica?». Ma il Rosa anche come provocazione, senza troppe pretese, nei confronti del panorama letterario italiano. «Per decenni giallo e noir sono stati trattati alla stregua del rosa, del feuilleton e ora sono nobilitati, al punto da aver acquisito lo stesso tono di noia dell’aristocrazia in decadenza. Ci piaceva l’idea di fare del terrorismo. Una sana ghigliottinata in risposta ai vari commissari, ispettori, criminali, giornalisti, detective privati, agenti più o meno deviati, metronotte amanti della cucina, degustatori di olio e sigari, alle prese con orchidee, azalee e farfalle con una moglie che li ha lasciati, diversi scheletri nell’armadio e fisime pseudoesistenzialiste».

E così, dall’inizio dell’estate su internet è cresciuta la storia di La sottile linea rosa (questo il titolo provvisorio), che, sullo sfondo della Guerra di Crimea, intreccia le vicende William Russell, il corrispondente di guerra del Times di Londra, con quelle della duchessa Marina Seminova, dell’affascinante turca Beria e di un Fëdor Michajlovic reduce da una prigionia molto simile a quella scontata dall’autore di “Delitto e castigo”. Letto il primo capitolo, i lettori che avevano sufficienti cognizioni storiche e abilità narrativa hanno sommerso i Kai Zen di possibili sviluppi. I quattro scrittori, a loro volta, hanno vagliato il capitolo migliore dal punto di vista della scrittura e della maturazione della trama, pubblicandolo poi sul sito. Al momento il romanzo consta di cinque capitoli, frutto del lavoro di scrittura di circa dieci appassionati, che arrivano poi a quota cinquanta, se si considerano tutti coloro che fanno verifiche storiche, topografiche e si preoccupano di possibili ramificazioni della trama. Il libro è stato chiuso il 20 ottobre, poi verrà stampato con licenza copyleft come i precedenti romanzi totali “Spauracchi” (2005), “La potenza di Eymerich” (2004), con la collaborazione di Valerio Evangelisti, e “Ti chiamerò Russel” (2002), da cui è poi nato l’ensemble narrativo.

I Kai Zen dunque credono molto nel “romanzo totale”, sviluppato da loro a livello metatestuale attraverso la rete e partendo da intuizioni già di Calvino e Borges (che come i Kai Zen scriveva sotto lo pseudonimo di Bustos Domecq assieme a Bioy Casares). «L’idea – ammettono – è venuta a Paolo Bernardi e Andrea Pagani, rispettivamente un giornalista e uno scrittore di Imola. Nel 2003 hanno coinvolto Wu Ming per un progetto che conteneva già allora in nuce quello che poi è diventato il “romanzo totale” oggi-. È un modo per scrivere e raccontare perfetto per i nostri tempi e per lo stile di vita che abbiamo: partecipare invece che accollarsi l’intero impegno, scambiarsi idee e approcci, condividere una trama, dei personaggi, influenzarsi a vicenda per migliorare».

Andrea Rinaldi

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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