Le storie scabrose di Playboy

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Attualità & Approfondimento / Le storie scabrose di Playboy

Sarà che oggi è sabato, stasera si esce, si fa bisboccia, e forse si fa anche all’amore… o sarà perché su Finzioni parte oggi la rubrica "Cunnilibrus" di Gian Pietro Leonardi – insomma, fatto sta che l’ormone impazza, e questo perché a noi leggere ci eccita! Ecco allora una curiosità fatta apposta per questo sabato di piacere!

Non svelo alcun segreto se dico che alcuni grandi nomi della letteratura mondiale novecentesca hanno prestato la loro penna – e soprattutto la loro fantasia – alle pagine patinate di Playboy, la più famosa rivista per soli uomini (che poi, non è detto che sia per soli uomini…). Ma quali sono le storie che hanno suscitato più scalpore? Per rispondere a questa domanda sono andato a consultare la mia collezione gli archivi online della rivista di Patron Hugh Hefner, e ne ho tirate fuori cinque, che segnalo in ordine cronologico.

Nel 1955, dopo il rifiuto di Esquire, Charles Beaumont convince Hefner a pubblicare il suo racconto Black Country, la storia di un eterosessuale che in un mondo di gay cerca di sfuggire la persecuzione. I lettori s’indignano e protestano e l’autore ha buon gioco – e una montagna di ragione – nel dire che se è ingiusto perseguitare un eterosessuale in un mondo di gay, è parimenti ingiusto il contrario. 

Dieci anni dopo, nel 1965, è la volta di uno scrittore che mai ci saremmo aspettati di leggere sulle pagine di Playboy: Roald Dahl, proprio lui, l’autore di favolette per bambini. Che invece rivela un sorprendente talento per le storie "adulte", pubblicandone ben quattro di fila, poi raccolte nel 1974 nel volume Switch Bitch.

Nel 1987, con una giunonica Brigitte Nielsen in copertina (ve la ricordate la ex-moglie di Sly Stallone?), Playboy pubblica una vera chicca: un capitolo "perduto" di Catch-22, il romanzo capolavoro di Joseph Heller del 1961, in cui il protagonista Yossarian, il militare di stanza a Pianosa, si diletta in ambigui e talvolta pericolosi esercizi fisici con i suoi commilitoni.

Arriviamo ad anni più vicini: nel 2004 Chuck Palahniuk, non certo un esempio di scrittura morigerata, pubblica Guts, una storia estremamente violenta sulla masturbazione, che sarà poi inclusa in Cavie nel 2005. A una conferenza stampa Palahniuk ha affermato che la lettura di questa storia ha causato un totale di 73 svenimenti! Quando si dice il potere della parola…

Last but not least, lo scorso dicembre la redazione di Playboy mette a segno un altro grande colpo per la letteratura contemporanea. La storia è di quelle succose, ed ha per protagonista nientepopodimeno che Vladimir Nabakov: l’autore di Lolita, poco prima di morire nel 1977, abbozza la storia del matrimonio disastroso di un professore universitario ciccione con una moglie dal flirt piuttosto facile, intitolata The Original of Laura. Nel testamento Nabakov esige che i suoi lavori incompleti siano bruciati, ma la vedova si rifiuta di farlo e i materiali finiscono poi nelle mani del figlio Dimitri. Il quale, preso alle strette dai debiti, si decide a mettere in vendita le carte del padre. E indovinate chi si aggiudica un’estratto di The Original of Laura? Proprio il vecchio Hef, per un cifra rimasta naturalmente segreta.

E così, aspettando che qualcuno scriva finalmente la storia delle letteratura contemporanea attraverso le pagine di Playboy, a noi non resta che continuare a sfogliarne la pagine luccicanti alla ricerca di tette e cul  altri capolavori delle narrativa di oggi!

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

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