Lettori 2.0

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Stanchi di Anobii? Goodreads non fa per voi? Shelfari è solo in inglese? E proprio non riuscite a trattenere quel desiderio di condividere le vostre letture con altre persone, magari di gusti simili? Beh, adesso nel mare magnum dei social networks arriva Bookliners, un sito dove è possibile non solo leggere, ma soprattutto sottolineare, prendere appunti e condividerli con altre persone.

Il sito è ancora in fase di lancio, e i fondatori stanno lavorando soprattutto via Twitter e attraverso la loro stessa newsletter. Le premesse sono interessanti: oltre alla possibilità di condividere appunti e note (il che, se è interessante, per la narrativa, può rivelarsi uno strumento fantastico per la saggistica) gli iscritti possono anche godere di contenuti extra messi online dagli editori stessi e partecipare ad eventi e incontri. Insomma, qualcosa in più che compilare il proprio scaffale online. Inoltre i libri saranno conservati nel database del sito, e quindi saranno sempre disponibili da qualunque luogo si acceda alla rete. 

A monte dell’operazione c’è, tra gli altri, Clelia Caldesi Valeri, una veneziana di vulcanica energia, che spiega in dettaglio come lo scopo di Bookliners sia quello di avvicinare lettori ed editori e di fare della lettura un’esperienza sempre più social. Resta da capire il costo dei servizi che offrirà Bookliners, soprattutto dei contenuti extra. Ma chi non sarebbe disposto a spendere milioni per stroncare online l’ultimo libro di Moccia e poi andare a un cocktail party e dirglielo in faccia?

 

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

3 Commenti
  1. Sembra molto molto interessante!
    Concordo sui milioni… 😀
    Ma quando si potrà sapere qualcosa in più?
    Attualmente sulla HP non c’è nulla se non una animazione che racconta e non racconta.

    Speriamo non sia la solita cosa che promette molto e basta… qualcosa di bello fatto in Italia sull’argomento sarebbe davvero notevole.

    Marco

  2. Marco, se conosco i fondatori, c’è da aspettarsene delle belle! Sono ancora in fase startup, ma dovrebbero partire presto – appena lo fanno ne daremo notizia qui su Finzioni!