Libri “al rogo”

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E adesso chi ce lo viene a dire che Ray Bradbury con il suo indimenticabile Farhenheit 451 ha azzeccato ahinoi, nella sua apocalittica visione della società che manda al macero la cultura perché troppo pericolosa per il potere di chi vuole aumentare spropositatamente la propria influenza politica, economica e sociale sui cittadini, il dispiegarsi di atteggiamenti, decisioni, inclinazioni che hanno tutto tranne del tollerante e democratico? O come dimenticarsi della società discriminatoria, spinta alla lobotomizzazione delle menti e alla forzata omologazione di comportamenti e alla soppressione dei diritti e delle libertà inalienabili, presente in 1984 di Orwell? Senza andare troppo in là, scomodando la letteratura che in questo caso, suo malgrado è oggetto di violenza, è facile fare un passo a mezzo secolo fa sotto le dittature fasciste, naziste e comuniste, perché con tutte le dovute proporzioni del caso, qualche cosuccia di familiare in comune sembra esserci, almeno nelle idee e nella testa un po’ bacata di alcuni personaggi.

Quella che ci viene data dal sito Wu Ming (e gliene siamo grati perchè certe cose non possono e non devono passare sotto silenzio) non è una semplice notizuola di giornata, ma una bomba che rischia di scatenare un bel putiferio di polemiche e querele: a Venezia si ha dato avvio, almeno a livello di semplici proposte fino ad oggi, a una sconcertante politica della “distruzione”, oscuramento, discriminazione di alcuni autori che sono ritenuti, da alcuni personaggi che bazzicano nei salotti politici della provincia di Venezia, inaccettabili tanto da meritare un bel boicottaggio come si deve, per aver firmato la petizione di scarcerazione di Cesare Battisti, nel 2004.

Al di là delle discussioni infinite da fare sulla bontà o meno della petizione (che rimandiamo altrove), il fatto che a noi interessa è questo: a Martellago, comune nel veneziano, un consigliere del Pdl, Paride Costa, ha proposto  la proscrizione, e relativa cancellazione, distruzione, di tutti i titoli di alcuni scrittori dalle Biblioteche. La cosa ha preso, ahinoi, piede perché intanto anche l’assessore alla cultura della provincia di Venezia con delega alle Biblioteche, Raffaele Speranzon, non ha perso tempo a sposare in pieno la causa e a gonfiarsi il petto, pavoneggiandosi quasi dell’ideona. In più, la proposta ha visto anche l’entusiastico appoggio del COISP, il sindacato di Polizia.

In poche parole oltre a intimare alle biblioteche del veneziano, come detto, oltre la rimozione completa  dei libri dai loro scaffali si pone anche il veto su qualsiasi forma di collaborazione o organizzazione di eventi con gli autori citati. Il bibliotecario che non rispetterà il diktat, ne subirà le conseguenze.  In tono bello minaccioso, per altro. Potete immaginarvi quali ripercussioni potrebbe avere(chissà se sono contemplate le fucilazioni o, che ne so, punizioni corporali).

La lista “nera” prevede: Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro, Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari e tanti altri.

Sul blog di Loredana Lipperini è possibile dare una letta, parzialissima, dei testi che verrebbero tolti alle biblioteche ( e di conseguenza, a tanti lettori).

Quello che, forse un po’ ingenuamente ci si chiede, è se esista ancora un confine oltre il quale non  spingersi incautamente. O se ognuno, davvero, possa sentirsi autorizzato a fare quel cazzo che gli pare, sovvertendo Costituzione, libertà varie e una maturazione sociale e civile a cui siamo arrivati con grande fatica e nei secoli. C’è da chiedersi, in mancanza di Battisti, quale altro pretesto avrebbero trovato, perchè è difficile pensare che la noia e un’anonimato che scazza e non poco (come disse Warhol, tutti prima o poi avremo i nostri 15 minuti di fama) non li avrebbe portati da qualche altra parte. Tanto, finchè glielo permettono…

Matteo Spinelli

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