Musica a tutto volume (letterario)

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Musica e letteratura, il binomio perfetto. Due esperienze intime irrinunciabili, che regalano a chi ne fa uso eccitazione, scoperta e libertà infinite.
Le due si corteggiano, poi si parlano, si intrecciano come in un rapporto amoroso, raccontano l’una dell’altra e interagendo, fanno boom e  danno vita a qualcosa che ha del miracoloso. La parola stessa è musicalità ed è sotto gli occhi di tutti di quanti (tanti) scrittori hanno giocato con la musica infarcendo i loro libri con citazioni e titoli a iosa.

Ma anche la musica ha tutta una diffusa letterarietà insita nella sua natura stessa da documentare, da narrare, da comunicare.                                                                                                              

Marzia Grillo, in questo bellissimo, strafigo, imperdibile, inimitabile blog 74:33  ideato da Francesca Pignataro(coabitato e partecipato anche da altra bella gente) tutto dedicato alle playlists, ha voluto dare spazio, nella sua nuova raccolta, proprio a questa sorta di convivenza magica, alla musica che racconta la letteratura e viceversa, alle note unite in una danza eterna tra di loro che raccontano la scrittura, al semplice ascoltare che diventa “sentire”, “provare”, “captare qualcosa per farlo proprio” che si cinge in un abbraccio infinito al “leggere”, all’”conoscere” e all’”esperire” grazie alla carta impregnata di inchiostro.

Sono un bel pacco di canzoni appositamente selezionate perché legate a uno scrittore, a un libro, a una citazione, a un personaggio.  Sono 13 e viene la pelle d’oca ad ascoltarle, anche perchè il peso culturale e evocativo che portano con sé, è enorme.  Entrano in gioco nomi del calibro di Breat Easton Ellis, Jack London,  George Orwell, Philip Dick, Chuck Palahniuk, Charles Bukowski, Virginia Woolf, J.D. Salinger, John Barth, Kurt Vonnegut, Augusten Burroughs,  Raymond Carver,  Miranda July, Dave Eggers. Minchia, scusate se è poco!                                                       

01. Bloc Party – Song For Clay (Disappear Here)
02. The Twilight Singers – Martin Eden
03. Incubus – Talk Shows on Mute
04. Biffy Clyro – Joy. Discovery. Invention.
05. Whitey – Genius of the Crowd
06. Memoryhouse – To the Lightouse [Millionyoung Remix]
07. Eternal Morning – Holden Caulfield
08. R.E.M. – Laughing
09. U2 – Last Night on Earth
10. Born Ruffians – Kurt Vonnegut
11. dEUS – What We Talk About (When We Talk About Love)
12. Regurgitator – Miranda July
13. Beck – The Horrible Fanfare/Landslide/Exoskeleton

E’ la stessa Marzia che ci accompagna alle canzoni, specificando nelle note, che ripropongo pari pari qui sotto,  il perché abbiano un appeal tanto potente che cattura, specie noi lettori dall’orecchio allenato:                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      

Il Clay della canzone dei Bloc Party (1) è il protagonista di Meno di zero, romanzo d’esordio di un Bret Easton Ellis giovanissimo (parliamo dello stesso autore di American Psycho, Lunar Park, Glamorama e non solo). Il sottotitolo e ritornello della canzone si riferiscono alla scritta “Sparisci qui”, che nel romanzo compare su un enorme cartellone pubblicitario in autostrada, così come le parole del testo “People are afraid to merge on the freeways“, ovvero “la gente ha paura di gettarsi nel traffico delle autostrade”, sono più o meno le stesse che ossessionano la narrazione.         

Martin Eden (2) è un nome proprio di personaggio nonché il titolo del romanzo del 1909 di Jack London.                                                                                                                                                            
Nel brano Talk Show on Mute (3) ci sono riferimenti al celebre romanzo 1984 di Orwell e a Ma gli androidi sognano pecore elettriche? [il testo della canzone contiene la frase "Still and transfixed, The electric sheep are dreaming up your fate"]; sempre dal romanzo di Dick è stato tratto il film del 1982 Blade Runner.                                                                               

Il titolo di questo pezzo dei Biffy Clyro (4) non è altro che una frase di Chuck Palahniuk contenuta nel romanzo Soffocare, ovvero: “E non esistendo la possibilità che si verifichi una catastrofe vera, un rischio vero, ci è preclusa ogni possibilità di salvezza vera. Ebbrezza vera. Eccitazione vera. Gioia. Scoperta. Invenzione”.                                                                                                                                 

Genius of the Crowd (5) è una poesia di Bukowski. Questa è la sua voce, e questo è Whitey – un doppio miracolo.                                                                                                                                                  
I Memoryhouse hanno dichiarato di voler reinterpretare musicalmente le tecniche narrative di Virginia Woolf, e questo è il remix della loro Gita al faro (6)                                                 

Sono davvero troppi i gruppi che citano Il giovane Holden (7) di Salinger – chi parla di anatre, chi del protagonista, chi dello scrittore, chi dell’adolescenza e della formazione dei romanzi di formazione. Dato che non sempre questi tentativi sono andati a buon fine, la mia protesta consiste nella scelta di un riuscitissimo brano strumentale, che deve il titolo al nome del protagonista del romanzo, Holden Caufield                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
Michael Stipe, leader dei R.E.M., ha dichiarato di essersi ispirato al romanzo di Barth La fine della strada (8) per scrivere questa canzone. Dovete conoscere John Barth, galleggiare con naturalezza sulle sue opere – questo è un imperativo morale.                                                                                                                                                                                                                                        
In questo video (9) degli U2, verso la fine, compare un innocuo vecchietto con degli occhiali da sole. Aspettate che se li tolga. Guardatelo negli occhi. E inchinatevi davanti a William S. Burroughs, maestro della tecnica narrativa del cut-up, autore di Pasto nudo, un uomo che, nel tentativo di imitare Guglielmo Tell, sparò e uccise la propria moglie.                                                                               

Se persino l’asteroide “25399 Vonnegut” è stato battezzato in suo onore, perché non dovrebbe esserci una canzone che abbia nel titolo il suo nome e cognome? Kurt Vonnegut (10) è l’autore di un capolavoro come Mattatoio n. 5                                                                                                                                                                                                                                                                                             
Di cosa parliamo quando parliamo d’amore (11) è il titolo di una delle più famose raccolte di racconti di Raymond Carver. Non siate così minimalisti da sottovalutarla                                                  
Miranda July (12) ha scritto una raccolta di racconti magnifica, dal titolo Tu più di chiunque altro. Non solo: recita nel ruolo di protagonista nel film Me and You and Everyone We Know, del quale è anche regista. Non solo: espone al Guggenheim e recita nei video dei Blonde Redhead.                                                                                                                                                                                              
Non poteva certo mancare Dave Eggers. Ha scritto un capolavoro come L’opera struggente di un formidabile genio, ed è il fondatore della casa editrice e rivista McSweeney’s. Fa tantissime cose, lui, scrive anche sceneggiature con Spike Jonze. E alla fine di questo pezzo (13), potete sentire i due, Dave Eggers e Spike Jonze, rispondere alla domanda di Beck: “What would the ultimate record that ever could possibly be made sound like?”.                                                                                                            

 

Al di là della raccolta in sé che fa del bellissimo rumore perché racconta sfaccettature inedite del libro per il quale noi andiamo letteralmente pazzi, questo è un blog che non si può perdere per nessuna ragione al mondo. La mattina quando si deve dare slancio a una giornata infinita che sta per cominciare (e non si ha nessuna voglia di andare incontro a questo sbattito), o la sera quando si torna a casa stravolti e ci si vuole solo rilassare abbandonandosi all’effetto terapeutico e salvifico di una canzone: ecco basta un click e tutto si sistemerà e recupererete in fretta la forma, questa perfetta sconosciuta. Tuffatevi in questo ben di dio e poi ditemi se non è il posto che fa per voi, per noi, per tutti.

 Matteo Spinelli

1 Commento
  1. Un nuovo modo di fare musica: la società discografica “Tattica” è stata premiata al Meeting per le etichette indipendenti di Faenza per il vinile più venduto del 2010, cioè l’album ”Presente” di Renato Zero. Zero, così come Mario Biondi, di cui è appena uscito il nuovo “Yes You Live”, fa parte della scuderia di “Tattica”. Il successo degli ultimi album di Renato Zero (350.000 copie vendute di ‘Presente’) e di Mario Biondi (200.000 copie vendute di ‘If’) ha avuto un effetto dirompente nel mercato discografico italiano.