Pagare per “imparare” a leggere???

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Capisco che siamo in tempi di crisi. Capisco che bisogna arrivare al 27 del mese, in un modo o nell'altro. Capisco pure che di scrittura non si vive e che scrittori e letterati devono sempre fare altri mestieri per portare a casa la pagnotta. Ma prendere in giro i lettori così, non si fa!

I fatti: Camilla Baresani, scrittrice, e Gian Paolo Serino, critico letterario e fondatore dell'ottima Satisfiction, hanno istituito il primo corso a pagamento che "insegna" a leggere. Si chiama BookTrainer e ha anche un sito (di difficile navigazione, peraltro). Costo? 500 euro, un milione delle vecchie lire (e quest'informazione è adeguatamente nascosta nella rassegna stampa del sito stesso). I due letterati affermano che "gli allenatori della lettura" (i book-trainer, appunto) insegneranno 

con quali autori è opportuno avere confidenza e quali sono da evitare. Il dibattito letterario contemporaneo sintetizzato per farne uno spunto di riflessione interiore e da salotto. Come selezionare autori di riferimento adatti alle proprie vite, quali citazioni è opportuno mantenere nella memoria, quali altre sono invece da bandire.

Il che, lasciatecelo dire con il massimo rispetto per le preferenze di ciascuno, emana un discreto lezzo di snobismo con un retrogusto di censura preventiva. Anche se, in fondo, Baresani e Serino partono da delle osservazioni che è impossibile non condividere:

«Leggere è il più grande, più immediato, più esclusivo dei piaceri, ma bisogna essere esigenti, crescere, elaborare. Ne vale la pena, perché un buon lettore non è mai solo. Leggere eccita la mente, ed è più interattivo di qualsiasi giochino da computer, perché è uno scambio di intelligenza e sensibilità dal lettore allo scrittore. Leggere non è mai un’attività passiva, come guardare la televisione o andare al cinema. Mentre le immagini che scorrono sullo schermo non lasciano spazio alla fantasia, non permettono di crearsene di proprie, tra le righe di un romanzo trovate tutto lo spazio utile a “crearvi il vostro film»

Ma poi finisce che approdano a delle conclusioni che ricordano le appassionate discussioni dell'estate scorsa sul concetto (quanto mai vago) di letterarietà:

«Troppi libri pubblicati, troppa enfasi di recensioni che concedono uguale spazio e benevolenza a ogni prodotto che finisce in libreria, troppo supermercato e poca qualità.  Inoltre, drogati dal successo planetario della formula “gialla” molti lettori si sono abituati a rincorrere trame dopate da un eccesso di “cadaverina”, come se il valore di un romanzo stesse nell’intreccio e non, anzitutto, nella qualità della scrittura, della riflessione, della cernita di dettagli che completano rappresentazioni interiori ed esteriori»

Insomma, neanche i gialli vanno bene! E dire che il genere, insieme alla fantascienza, è forse quello che più di tutti riesce a raccontare il nostro tempo, e a fornire chiavi di lettura per interpretare la realtà con un approccio verticale, profondo, e non superficiale. Fatto sta che, in virtù di queste considerazioni, i due "booktrainer" si offrono, per la modica cifra di 500 euro, di insegnare agli interessati tutti i segreti della "lettura creativa".

Facciamo a Camilla Baresani e Gian Paolo Serino i nostri migliori auguri, consapevoli che tutti hanno un mutuo da pagare o le rate della macchina. E ricordiamo a chi volesse "imparare" a leggere che Finzioni, da 20 mesi a questa parte, ha per sottotitolo "Progetto di lettura creativa". E, soprattutto, è gratis.

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

2 Commenti
  1. già è una cosa parecchio discutibile; se poi si controlla nel sito si scopre che sono 4 'incontri' da 2 ore e mezza ciascuno. 500 euro per 10 ore? Quale mirabolante metodo o formazione si può acquisire in 10 ore?
    "quattro appuntamenti che vi renderanno protagonisti di un nuovo, esclusivo, cenacolo letterario."
    secondo me è un modo per spennare quelche borghesuccio dalle velleità letterarie, che si bagna pensando a chissà quale sogno di salotto intellettuale. Questa personalmente è l'unica spiegazione che salva Serino e la Baresani

  2. @suttree, come dicono i gggiovani, yeah!
    Precisazione: di questa iniziativa, a mio modesto parere, c'è da salvare ben poco…