“Q” diventerà un film?

 

Attualità & Approfondimento / "Q" diventerà un film?

 

[…] L’andirivieni di anime in cerca di rassicurazione indigna a morte un giovane frate agostiniano, dottore all’università di Wittenberg. Non può tollerare l’osceno mercato messo in piedi da Tetzel, con stemma e bolla papale in bella vista.

31 ottobre 1517, il frate affigge alla porta settentrionale della chiesa di Wittenberg novantacinque tesi contro il traffico delle indulgenze, scritte di suo pugno.

Si chiama Martin Lutero. Con quel gesto ha inizio la Riforma.

 

    Un punto d’origine. Memorie che ricompongono i frammenti di un’epoca. La mia. E quella del mio nemico: Q.

Sono queste le ultime righe del Prologo di Q, due paginette striminzite che però forniscono al lettore le informazioni fondamentali per affrontare le successive seicento e passa del romanzo storico più famoso in Italia negli ultimi dieci anni. Se non lo avete ancora letto, fatelo, perchè dopo le prime seicento pagine ne vorrete come minimo altre seicento. Se avete trent’anni e non lo avete ancora letto, fatelo, è meglio della psicoanalisi, e pure più divertente. Se non sapete chi è Gert dal Pozzo, i vostri ultimi anni di vita sono stati tristi e solitari come una caffettiera da una tazza. Ma se proprio, per qualche remotissimo motivo, non potete leggerlo, non disperate. Perché forse ne faranno un film.

Q l’ha scritto un certo Luther Blissett, che è uno che ne ha combinate delle belle sul finire del ventesimo secolo, e che poi ha cambiato nome e adesso si fa chiamare Wu Ming. E continua a farne di cotte e di crude, tipo prendere alcuni personaggi di Q e metterli in un’altro grande affresco storico, ambientato tra Venezia e Istanbul, che s’intitola Altai. Ma queste cose sono sicuro che le sapevate già, così come sapevate che Wu Ming non è uno scrittore ma quattro scrittori (e fino a un paio di anni fa erano addirittura in cinque), o, come dicono loro, un collettivo di narratori.

La notizia della versione cinematografica invece è freschissima, ma va presa con le pinze: quello che si sa di sicuro è che la casa di produzione Fandango ha acquistato i diritti per la realizzazione di un film, e che un bravo sceneggiatore sta già mettendo mano al copione. Se il film poi si farà è davvero un’incognita, del resto la storia del cinema è piena di progetti cominciati e mai finiti. Ma è chiaro che tutti i fan del libro – che, ricordiamolo, è uno dei più stabili longseller della narrativa italiana contemporanea, nonostante sia scaricabile gratuitamente dal sito dei Wu Ming – nutrono la speranza di ritrovare Gert dal Pozzo, Magister Thomas Müntzer, il Cardinale Carafa e il suo sgherro Q sul grande schermo. Magari diretti da Spielberg…

eFFe

 

 

 

 

 

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

4 Commenti
  1. Credo che il buon Peter abbia già in mano un bell’impegno non di poco conto su cui è concentrato al massimo, che dopo tantissimi tira e molla, minacce e prese di posizioni varie, da febbraio inizierà ad accendere sul serio i motori, e che è Lo Hobbit:-)