Quattro luglio, la Statua della Libertà e i sonetti di Emma Lazarus

Oggi è il 4 luglio, una data di cui più o meno tutti conosciamo il significato: sia che lo abbiamo studiato sui libri di storia (Washington, Jefferson e così via) sia che ci ricordiamo il film con Tom Cruise (che tanto per la cronaca non è nato il 4 luglio, ma il 3). Allo stesso modo, conosciamo tutti la Statua della Libertà. Magari non ci ricordiamo esattamente in che mano tiene la fiaccola e in quale il libro datato 4 luglio, ma più o meno sapremmo descriverla e/o disegnarla senza fare troppi errori.

Non tutti, forse, ne conoscono la storia. Ecco una brevissima sintesi: progettata dallo scultore francese Frédéric-Auguste Bartholdi e realizzata a Parigi da Gustave Eiffel (si proprio quell'Eiffel lì), fu inviata negli Stati Uniti in 1883 casse caricate su una serie di navi. Venne assemblata sulle rive dell'Hudson e inaugurata ufficialmente il 28 ottobre 1886, dieci anni dopo il primo centenario dell'indipendenza che andava a celebrare.

Cosa centra tutto questo con la letteratura? Un attimo che ve lo spiego. Un aspetto sicuramente meno noto della celebre statua, è che ai suoi piedi è scolpito – su una lapide di bronzo – un sonetto della poetessa newyorchese Emma Lazarus. Il titolo è The New Colossus, e recita così (qui il testo integrale in inglese):

Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri,

Le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate.

Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste a me,

E io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata.

Emma Lazarus, discendente di una famiglia ebrea di origine portoghese, è nata a New York nel 1849 e ha condotto nella Big Apple tutta la sua vita (molto breve peraltro, morì a soli 38 anni). Grande studiosa delle lingue, nota ai suoi tempi per aver tradotto in inglese le opere di Goethe e di Heinrich Heine, scrisse questo sonetto nel 1883 per raccogliere fondi per la costruzione del piedistallo che avrebbe sorretto la Statua della Libertà. La poesia avrebbe dovuto essere letta durante la cerimonia di inaugurazione, ma così non avvenne: la lapide fu installata ai piedi della Statua, allo scopo di omaggiare e ricordare questa poetessa (che altrimenti oggi sarebbe sconosciuta), solo nel 1903.

Marta Traverso

Gossip blogger, bonsai all'ombra della Lanterna, vagabonda dei social media

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