Save Our Libraries!

Attualità & Approfondimento / Save Our Libraries

Alle armi! Alle armi! A guardare la galleria d'immagini preparata da Phil Bradley si direbbe che la giornata di ieri sia stata una vera e propria chiamata alle armi per tutti i lettori inglesi, che distribuiti lungo tutta l'isola di Sua Maestà hanno organizzato più di ottanta eventi dimostrativi contro i tagli di spesa annunciati dal governo britannico, i quali condannerebbero alla chiusura più di 400 biblioteche pubbliche. Nell'Isola di Wight, sarebbero a rischio addirittura nove biblioteche su undici, secondo la mappa dei siti minacciati.

Migliaia i promotori di tutte le iniziative messe in atto, a cui hanno aderito anche molti scrittori e qualche personalità dello spettacolo e dell'arte. Sit-in e letture pubbliche, o anche degli "shhh-in" – che, a quanto ci è dato di capire, consisterebbero in una moltitudine di persone che, riunite in una biblioteca ad un orario convenuto, portebbero tutte l'indice al naso e soffierebbero fuori aria dai denti nel classico gesto che intima il silenzio.

Grande tam-tam sulla rete, naturalmente: su Twitter si poteva e si può seguire la vicenda con l'hashtag #savelibraries e immancabile su Facebook la pagina degli eventi. Moltissimi i blog dedicati che aggiornano su iniziative e logistica. Una battaglia dislocata, orizzontale, partecipata contro un vero e proprio attacco alla cultura: tutti i promotori hanno diffuso l'invito ad andare presso la più vicina biblioteca, tra quelle a rischio chiusura, per prendere in prestito il massimo numero consentito di libri, nella convinzione che non si può chiudere una biblioteca i cui libri siano per la maggior parte fuori sede. Come direbbe James Bond, brilliant!

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

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