Scrittori (e lettori) contro il #rogodilibri

Attualità & Approfondimento / Scrittori (e lettori) contro il #rogodilibri

Qui in redazione non si dorme mai e mentre si scandaglia la rete alla ricerca di notizie e approfondimenti letterari, capita che arrivi un tweet della Premiata Wu Ming Foundation (per chi è su Twitter: @Wu_Ming_Foundt) alle 02.57 del mattino che annuncia una "dichiarazione degli scrittori contro il #rogodilibri" (che, come ormai saprete, è l'hashtag che si usa su Twitter per informare su questa faccenda triste). E noi, che siamo solo lettori, la rilanciamo:

Scrittori contro il #rogodilibri

E lo facciamo perché a quel «coordinamento formato da scrittori (nella "lista nera" e non), critici, blogger, pubblicisti, redazioni di riviste letterarie (on-line e cartacee)» pensiamo che debba affiancarsi anche un parallelo coordinamento dei lettori, in un'alleanza in nome della cultura e della libertà di pensiero ed espressione. E lo diciamo senza retorica, ma solo perché siamo convinti che scrittori e lettori siano due facce della stessa medaglia, e che se i primi non servono a niente senza i secondi, i secondi non possono vivere senza i primi. Una violenza, una coercizione, una censura fatta a un solo scrittore è una violenza, una coercizione ed una censura fatta a tutti i suoi lettori. Cioè, a noi.

In questa circostanza, ci fa davvero piacere vedere che il campo dei lettori è presidiato da tante e ottime iniziative on-line: su Facebook, su Anobii e su Goodreads, per esempio, sono già sorti gruppi contro la censura e i nostri amici Jumpinshark e Librisulibri forniscono sempre aggiornamenti e notizie dell'ultim'ora. Lettori di tutto il mondo, unitevi!

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

3 Commenti
  1. "Solo" lettori? Senza i lettori, non ci sarebbero scrittori. Siete (siamo) lettori, e pertanto investiti della massima autorevolezza nella vicenda: perché gli obiettivi sono prima di tutto i lettori. Gli scrittori sono solo un mezzo. Un fortissimo "DAJE" a tutti noi.