Attualità e Approfondimento / Solo uno, M.me Stein!
Gertrude Stein era una ricca e paffuta signora che dalla Pennsylvania si era trasferita a Parigi all'età di 28 anni, nel 1902. Immaginatevela la capitale francese d'inizio Novecento, punto d'incontro di artisti, poeti, scrittori, avanguardie, filosofi e flâneurs; in questo mondo vivissimo, articolato, talvolta esasperato, in cui s'immergevano ogni sera personaggi come Picasso e Modigliani, la Signora Stein era un punto di riferimento.
La sua casa di Rue de Fleureus 27 era il refugium peccatorum di tanti artisti e intellettuali, alcuni dei quali sarebbero passati alla storia (Ezra Pound, Hemingway, per esempio), altri un po' meno. Gertrude, oltre a fare da sorella maggiore e talvolta da mecenate a molti di questi, scriveva. E i suoi libri, davvero tanti, sono delle tappe imprescindibili per chi s'interessa della letteratura degli "espatriati" o, date le sue preferenze sessuali, per la storia del movimento lesbico.
La vasta produzione della Stein, tuttavia, non ebbe vita facile, come testimonia la lettera di rifiuto – il rejection slip - ricevuto dall'editore londinese Fifield nell'aprile del 1912. Il quale, un po' esasperato, anche se non si capisce da cosa, fa insistentemente presente alla scrittrice che lui è uno solo, ha solo due occhi, un solo cervello e poco tempo, e con un sarcasmo tutto inglese le dice che il manoscritto che lei gli ha inviato non venderà che una copia. Anche gli editori, talvolta, sbagliano.
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