Spoiler Alert: gli spoilers non spoilerano

Poco prima dell’uscita dell’ultimo Harry Potter, circolava su Facebook una sadicissima pagina dal titolo "Rovinare un film raccontandone il finale"; in essa veniva brutalmente svelata l’intera trama del film, compresi i colpi di scena e i punti salienti. Ci risulta impossibile riportare il conseguente numero di bestemmie, minacce di morte e riti voodoo rivolti ai creatori della fan page, ma certo potete immaginare. Ed è già tanto, a parer nostro, che i suddetti non siano stati fatti fuori con un’avada kedavra fatta a puntino. 

C’è chi, infatti, detesta anche la più piccola anticipazione su ciò che è intenzionato a leggere o vedere. Basti pensare ai vari forum dedicati a saghe o serie tv: è sufficiente scrivere una parola di troppo per ritrovarsi immediatamente bannati, esiliati in lande  virtuali – desolate e pure col cofano della macchina rigato. La domanda, quindi, che sorge spontanea è: lo spoiler è davvero in grado di guastare così tanto la storia cui fa riferimento?

Secondo un recente esperimento condotto dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di California, San Diego, parrebbe proprio di no, ma che anzi sapere già cosa accadrà aumenti il piacere della lettura; ai partecipanti al test era stato chiesto di leggere dodici racconti di svariati generi ed autori (tra i vari figurano Roald Dahl, Anton Čekhov e Agatha Christie), sia nella versione originale, sia in una variante con numerose anticipazioni all’interno della storia stessa. I risultati hanno inaspettatamente mostrato che le versioni predilette erano proprio quelle contenenti gli spoilers. Il motivo, secondo Christenfeld, professore di Psicologia Sociale nella medesima università, va ricercato nel fatto che «la trama, in un buon scritto, è pressoché irrilevante. Il piacere di leggere è dato dallo scritto stesso.»

Sarà. Ma al di là di "spoilerofobi" e non, generalizzare sembra davvero difficile. Se, da un lato, risulta possibile apprezzare un buon libro a livello prettamente stilistico, indipendentemente da personaggi e vicende in esso contenuti, è altrettanto vero che esistono opere le cui trame hanno momenti di forte impatto emotivo, sensazione che verrebbe sicuramente affievolita anche dalla rivelazione più banale .

Nel frattempo su Flavorwire, neanche a dirlo, hanno subito pubblicato la top ten dei libri che persistiamo a leggere pur se siamo già a conoscenza della storia, con tanto, ovviamente, di spoiler circa il finale di ognuno. Sapevate che Romeo e Giulietta muoiono?!?

Silvia Dell’Amore

 

Silvia Dell'Amore

Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo; io dico che lo farà il cioccolato.

2 Commenti
  1. Questo post mi rincuora, mi sentivo una mosca bianca.
    Se un libro ha bisogno dei colpi di scena per andare avanti, al 99% non è un buon libro.

    E sono fermamente convinta che certuni ‘spoilerofobi’ soffrano in realtà di un’ossessione compulsiva che si accompagna a un’aggressività che in alcuni casi necessita seriamente di un supporto psichiatrico.

  2. E’ palese che conoscere la storia aumenti il “piacere della lettura”, e lo possiamo sperimentare tutti quando rileggiamo un libro o riguardiamo un film dopo pochi anni ad esempio (sappiamo come andrà a finire).
    Ma il piacere della lettura è appunto una delle variabili coinvolte nell’equazione che ritorna quello che ci da una storia.
    Se anche gli spoiler mi aumentano quest’ultimo mi fanno fuori, ad esempio, tutto il piacere dei viaggi che mi sparo per cercare di risolvere i conflitti drammaturgici introdotti dall’autore; e scusate se è poco.
    Quante volte al liceo ho passato mezz’ore con gli amici ad ipotizzare come sarebbe andato a finire quel cartone o quel telefilm?!
    Io sono un fiero spoilerofobo dall’età di 14 anni, senza essere aggressivo, e sono sicuro che gli spoiler che subisco mi hanno tolto molto e dato poco.