Attualità & Approfondimento / Il popolo di aNobii prepara i forconi
Quando nacque aNobii, i lettori gioirono: se gli amanti della musica avevano Last.fm, noi lettori non avevamo nulla di simile. Pochi avevano sentito il bisogno di un social network incentrato sui libri, ma non appena la gente cominciò ad iscriversi, divenne un paradiso per bibliofili. Finito un libro, bastava una breve ricerca per scovare la prossima vittima, e l’incubo delle quarte di copertina fuorvianti pareva essersi dissolto grazie alle recensioni. Poi gruppi, compatibilità… sembrava amore, e invece…
Pare che il successo abbia dato alla testa agli sviluppatori di aNobii, e ora i lettori italiani si ritrovano un sito pressoché inutilizzabile. Nelle occasioni migliori il caricamento è lentissimo e bisogna aggiornare un paio di volte la libreria che si sta guardando perché tutto funzioni. Ma c’è di peggio. Su aNobii esiste un gruppo intitolato Serve aiuto con aNobii? il cui scopo è proprio quello di risolvere i piccoli e grandi problemi che affliggono il sito, ma di recente le segnalazioni di malfunzionamenti sono fuori controllo: c’è chi lamenta errori nelle statistiche di lettura, chi ha trovato la propria libreria ordinata senza una logica ben precisa, chi ha provato a modificare una recensione e non l’ha potuta salvare. I problemi sono infiniti, basta guardare nel gruppo o su GetSatisfaction.
Ma c’è di più: ora i librarian (l’unico vero contatto tra l’amministrazione del sito e i lettori) chiedono agli utenti di non inserire più nuove schede perché ne hanno più di 3000 arretrate da controllare. 3000 schede che non possono sistemare per problemi al sito. Insomma, detta come va detta, aNobii è andato a puttane.
E la cosa fa rabbia, molta rabbia. Gli sviluppatori di aNobii si sono concentrati sui cosiddetti eye candy, quei dettagli meramente estetici che sono ben graditi su un prodotto funzionante ma sembrano una presa in giro su una giostra arrugginita come aNobii; hanno sviluppato due applicazioni iPhone pressoché inutili e ora si son buttati su una nuova versione del sito il cui punto di forza sembra essere la grafica imbarazzante. Insomma, un obbrobrio che ricalca perfettamente lo stereotipo del made in China.
Di alternative ce ne sono diverse e molti hanno traslocato il proprio scaffale su altri siti: LibraryThing è completamente in italiano, ma ha delle limitazioni rimovibili solo dopo aver pagato; Shelfari e GoodReads hanno una grafica accattivante e non sembrano dare problemi, ma hanno ancora pochi libri italiani e pochi utenti nostrani.
aNobii comincerà a gestire il sito come i tanti utenti italiani (e il buon senso) richiedono, o servirà una migrazione di massa per far capir loro che c’è qualcosa che non va?
Jacopo Donati
Tag:Jacopo Donati, News







Io goodreads lo trovo carino e meno pesante di Anobii che sta diventando impossibile e pesante. Boh se ho voglia mi trasferisco di là.
La redazione di Anobii deve muoversi, perché così perderanno migliaia di utenti.