È tempo di leggere

Photo credit: Nel giardino della terra

Anche voi lo sentite ovunque? Leggere nuvole, leggere piogge, leggere nevi. È un vero tormento, anzi è una tormenta. Il Meteo urla che è "Tempo di Leggere". Noi lettori metereopatici, sensibili al più lieve turbamento atmosferico; noi che sentiamo folate di vento voltando le pagine; noi che scaliamo i capitoli come montagne innevate; noi che ci siamo presi un malanno sulle Cime Tempestose (e mai ce ne pentiremo), questa rubrica ci unirà nelle intemperie. Qui troveremo ombrelli di parole, pagine impermeabili, copertine calde sotto le quali infilarsi al primo brivido.

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Nord

Le correnti più fredde da Nordovest si addensano via via sulle Alpi dando luogo a nevicate diffuse in giornata, specie sulle Alpi più settentrionali, fino a bassa quota. Mentre andate al supermercato o in ufficio potreste notare un tipo tutto bianco con la sciarpa rossa, il naso a carota. È Stan, il pupazzo di neve. Fatevelo subito amico e non temerete l’inverno. Stan è riuscito a resuscitare ben 99 volte nel libro di Tony De Saulles; è fatto di neve buona, non si scioglie, non si arrende, non muore. Impariamo da lui! Questo piccolo libro illustrato sa riscaldarvi con semplici e calde risate. (Tony De Saulles, 99 modi per uccidere un pupazzo di neve, Magazzini Salani)

Centro

Più asciutto e ampiamente soleggiato, al Centro. Il sole non ci abbandona ma le temperature si abbassano. Gli alberi perdono fino all’ultima foglia e fanno quel rumore strano, quasi umano, che ci fa voltare ogni secondo quando di corsa torniamo a casa dopo il tramonto. Se per voi gli alberi sono affascinanti creature da conoscere meglio, se degli alberi vi piace la voce, andate a rifugiarvi nel libro Piccole storie di alberi e di uomini di Renata Pucci di Benisichi. Qui ascoltarete la voce rassicurante degli alberi, il vento freddo non farà più paura. (Renata Pucci di Benisichi Piccole storie di alberi e di uomini, Feltrinelli)

Sud

Fa freddo anche al Sud. Ma c’è ancora chi va in giro con la giacchetta, senza la sciarpa, le scarpe sottili e l’aria cocciuta di chi non si arrende. Siete coraggiosi ma fate attenzione. Le raffiche di vento si fanno più forti, il gelo aumenta. Forse è arrivato il momento di mettersi l’anima in caldo. Non sarà un po’ di cieco ottimismo a lasciare l’inverno alle porte. È una verità che bisogna affrontare con coraggio, determinazione, guanti e sciarpa. Impariamo da lui: lo scrittore di Brooklyn, Paul Auster. Intenditore di freddi rigidi, nel Diario d’inverno entra con coraggio nell'inverno della vita per ripercorrere le stagioni precedenti. Auster passa in rassegna ciò che il tempo gli ha lasciato in eredità, a cominciare dalle cicatrici che i giorni gli hanno scritto sul corpo. Vale la pena averlo sul comodino (e sotto il cappotto). (Paul Auster, Il diario d’inverno, 2012).

Giovanna Iorio

“Avere la libertà di parola non è abbastanza. Bisogna imparare a parlare liberamente.”
C. Hitchens

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