Incipit

Top 5 / Incipit

  1. Era una gioia appiccare il fuoco.
    Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d’orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Fahrenheit 451 – R.Bradbury
  2. Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Il giovane Holden – J.D.Salinger
  3. Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo. Un uomo sgradevole. Credo di avere mal di fegato. Del resto, non capisco un accidente del mio male e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, anche se rispetto la medicina e i dottori. Oltretutto sono anche estremamente superstizioso; be’, almeno abbastanza da rispettare la medicina. Memorie dal sottosuolo – F.Dostoevskij
  4. Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita. Lolita – V.Nabokov
  5. Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. Anna Karenina – L. Tolstoj 

Viviana Lisanti

2 Commenti
  1. Quello delle classifiche è un terreno minato, ci sono troppi elementi in gioco – pur se si vuole cercare una qualche oggettività – per riuscire a trovare accordi. Detto questo, Tolstoj e Nabokov: sottoscrivo senza dubbio.
    E rilancio di un incipit, davvero uno dei più belli che ho mai letto (bello anche il libro, decisamente).
    Si tratta delle prime righe di “Rituali” di Cees Nooteboom:

    “Il giorno che Inni Wintrop cercò di suicidarsi le azioni della Philips erano a 149,60. La quotazione di chiusura della Banca di Amsterdam era di 375 fiorini e l’Unione marittima era scesa a 141,50. La memoria è un cane, va a sdraiarsi dove le pare.”

  2. Bellissimo il quinto, sul quarto ho qualche serio dubbio ma è un discorso lungo (e già fatto qui su Finzioni).

    Uno degli incipit che ho amato è quello del capolavoro di Musil, “L’uomo senza qualità”:
    «Sull’Atlantico un minimo barometrico avanzava in direzione orientale incontro a un massimo incombente sulla Russia, e non mostrava per il momento alcuna tendenza a schivarlo spostandosi verso nord. Le isoterme e le isotere si comportavano a dovere. La temperatura dell’aria era in rapporto normale con la temperatura media annua, con la temperatura del mese più caldo come con quella del mese più freddo, e con l’oscillazione mensile aperiodica. Il sorgere e il tramontare del sole e della luna, le fasi della luna, di Venere, dell’anello di Saturno e molti altri importanti fenomeni si succedevano conforme alle previsioni degli annuari astronomici. Il vapore acqueo nell’aria aveva la tensione massima, e l’umidità atmosferica era scarsa. Insomma, con una frase che quantunque un po’ antiquata riassume benissimo i fatti: era una bella giornata d’agosto dell’anno 1913.