Tutto normale? Vergogna!

 

Attualità & Approfondimento / Tutto normale?

Se è vero che ormai oggi ci si debba in qualche modo rassegnare (ma anche no, volendo) a vedersi sbattere sotto gli occhi di tutto e di più,  diventando quasi prigionieri della società dell’eccesso e della spettacolarizzazione che non guarda in faccia niente e nessuno,  merda! a tutto c’è un limite, soprattutto alle vergogne più sporche come questa.                                                                                                    

L’ultima trovata, manco a dirlo alquanto discutibile per usare un eufemismo,  e che ha scatenato un vero e proprio putiferio di proteste e indignazioni, è stata l’uscita su Amazon di un ebook. Fino a qui nulla di clamoroso, ovviamente. Se non fosse che questo ebook ha un titolo (e un contenuto) che non possono passare sotto silenzio come un qualsiasi libro delle barzellette Tottiane o un mediocre romanzetto Moccia-style di qualche giovane scrittrice che vuole farsi un nome.  Qui c’entra roba pesante, forte, che tocca da vicino esperienze drammatiche e un fenomeno, quello della pedofilia, che è tra i più aberranti e vomitevoli che esistano, contro cui è in atto una lotta sfrenata e a tappeto di tutte le più importanti istituzioni planetarie. Il titolo è The Pedophile’s Guide to Love and Pleasure: a Child-lover’s Code of Conduct (La guida del pedofilo all’amore e al piacere: un codice di condotta per gli amanti dei bambini):  serve aggiungere altro? Domanda retoricissima, lo so ma non si sa mai.

Qui non c’entra nulla essere perbenisti qualunquisti con il forcone in mano contro ogni piccola folata di vento, falsoni moralisti rompipalle o criticoni da bar, c’entra, ed è evidente in tutta la sua esecrabile forza espressiva che è esplicita nel titolo, un reato gravissimo che andrebbe censurato e dilaniato, non certo in qualche modo, supportato, incoraggiato e pubblicizzato. Non c’e’ giustificazione che tenga.  Migliaia di persone all’apparire della disponibilità del titolo in vendita si sono scatenate, minacciando boicottaggi ad Amazon, che però difende in qualche modo la sua scelta di esporre il libro sui propri scaffali sostenendo che la vera censura sia quella di non vendere determinati libri solo perché non si è d’accordo e, aggiunge, che in alcun modo Amazon appoggia reati cosi’ macabri e vili, ma è completamente dalla parte della libera scelta di cosa leggere operabile dal lettore di turno. Tutto normale? Ma stiamo bene?

In internet si vendono libri sull’olocausto, su youtube girano video raccapriccianti di ogni genere (questa è un po’ l’arringa difensiva di Amazon), e ci si chiede fino a che punto oggi si possa arrivare. Già un altro libro nel 2002 sempre con Amazon protagonista suo malgrado, ha acceso critiche feroci: Understanding Loved Boys and Boylovers. La difesa ottenne il via libera alla permanenza del libro sugli scaffali online ed oggi è tranquillamente acquistabile.                                                                                                                                       

E l’autore, un certo Philip Greaves, cosa dice?  Si esprime così : “I veri pedofili amano i bambini e non farebbero mai del male a loro” in un’intervista telefonica alla CNN. Ha poi aggiunto che il libro è un manuale che detta delle linee che non dovrebbero mai essere superate. «La penetrazione è fuori discussione. Non puoi farlo con un bambino, ma i baci e le carezze non credo siano un grande problema». Un’ottima occasione per stare zitto, mandata a pattume. Tanto la frittata era già stata fatta.                 

Che dire, a ognuno la propria idea, come giusto che sia. Detto questo, credo che ormai certe linee invalicabili siano state irrimediabilmente varcate. Basti vedere la morbosità (che è diventata molto popolare) di certe letture su delitti schifosamente macabri chirurgicamente analizzati fin nei loro minimi orridi dettagli, basti pensare allo sfruttamento  perverso dell’immagine del “mostro” (reality horror) per accattivarsi l’occhio del lettore e del telespettatore (e i soldi dalle vendite o l’audience televisivo). E’ un circuito marcio e pericoloso a volte quello del libro? E quanto è labile il confine tra informazione e istigazione? Cosa si può e si deve fare per evitare queste cadute assurde? C’e’ da dire che ad ora, la pagina online con il libro in vendita, è stata rimossa. Appena in tempo per passare dall’unica copia venduta prima che se ne parlasse, alla 65a posizione dei libri più venduti su Amazon nel momento in cui tutti i media hanno coperto la notizia. Una presa di tempo dovuta, una presa di posizione responsabile e definitiva o cos’altro? Bleah!!

Update: il titolo, per fortuna, è stato tempestivamente tolto dal mercato. Chissà che magari, essendo Finzioni un bel posto in cui si respira aria buona, dove c’e’ spazio per tutti e ci si sente come in famiglia,  non ci abbiano letto e che alla fine non si siano convinti grazie a noi della cazzata. Beh, così fosse un Pulitzer ce lo meriteremmo no?

Matteo Spinelli

5 Commenti
  1. Io sto con Amazon, il libro potrà anche avere contenuti che non sono approvabili, ma secondo me sarebbe una censura abbastanza grave quella di decidere di non vendere il libro.
    Senza contare che con questo tuo ragionamento allora tutti i libri che parlano di omicidi, stupri e altro andrebbero vietati. A me non sembra una buona idea.

  2. Eh ma un conto è un libro che parla di omicidi e stupri, un conto è una guida per pedofili vera (non un romanzo) che paradossalmente propone una condotta per questione che non dovrebbero neanche essere inquadrate secondo un sistema di regole

  3. Marco, se ho fatto capire che libri che parlano di delitti e stupri e simili vadano censurati, no, se hai capito questo e ti ho fatto capire questo, mi scuso. Assolutamente no. Io contesto la morbosità di certe attenzioni su questi aspetti. Ci marciano un po’ troppo alcune volte. Basti vedere la sequenza di libri su Amanda Nox, le lettere di scambio dal carcere tra Rosa Bazzi e Olindo Romano, boh è tutto un po’ perverso, se oggetto di troppe attenzioni.
    Poi vabbè in questo caso, questa è una sorta di guida al pedofilo, mi sembra un po’ assurda la cosa.

  4. Ok, siamo d’accordo, anche io la trovo una cosa assurda, ma ciò che sostengo è che la colpa non sia di Amazon, che vende il libro, quanto di chi lo comprerebbe o di chi l’ha scritto.(tra l’altro in cuor mio spero che sia una provocazione)

  5. Infatti, stavo aggiungendo che il problema è a monte, di chi scrive e chi decide la pubblicazione, molto piu’ delle responsabilità di Amazon, su questo mi trovo d’accordo.