Un “battito” nuovo pulsa nel mondo del libro

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Oltre a essere un lettore che scartella un po’ di tutto e, è il caso di dirlo, si emoziona come un bambino davanti a un lecca-lecca appena compratogli dalla mamma o dal papà,  di fronte a nuove idee e realtà editoriali, sono anche una sorta di Peter Pan moderno, un bambino mai cresciuto che come tale divoro cartoons.  Anche quelli proiettati sul grande schermo, gli eredi in formato digitale dei padri della Disney, in particolare i prodotti d’animazione della Pixar.  Qualche tempo fa, mi sono goduto PIOVONO POLPETTE. Ripensandoci ora, questo bel film d’animazione mi sembra un po’ il riflesso di quello che ci accade un po’ tutti i giorni: siamo letteralmente bersagliati da volantini, pubblicità di ogni genere e tipo, e dalla riconoscibilità del marchio. Un trapano assordante, che ci ossessiona, che tenta di manipolizzare (e monopolizzare) le nostre scelte.

 Al posto delle polpette, degli enormi pezzi di frutta e di dolci enormi che cadono dallo spazio e rischiano di seccare gli abitati terreni, io  mi sento in qualche modo minacciato dall’onnipresenza , soffocante e imperante  di case editrici come Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, insomma di quegli imperi editoriali dominano il campo del libro italiano.  Occhio, il mio non vuole essere l’ennesimo assalto con una valigia zeppa di insulti alla poltrona Berlusconiana (meglio una premessa in piu’ che dover poi rispondere ai bacchettoni moralisti che vedono in ogni parola espressa della dietrologia scontata), ma semplicemente una personalissima, condivisibile o criticabile, sensazione che mi pesa addosso come un Galeazzi (un macigno).

Basti girare per internet, sfogliare giornali o anche osservando per strada i cartelli pubblicitari: c’e’ forse la Elliot, la Playground, Scrittupura ben fissi a caratteri cubitali su cartelloni colorati o negli spazi pubblicitari dei quotidiani?  Ma figuriamoci. O anche in libreria, basta una passeggiata in pausa lavoro o in un sabato da shopping,  specie nelle  grandi catene, a chi spetta di diritto il palcoscenico? Devo anche rispondere? Tutti abbiamo gli occhi per vedere. Piu’ volte mi è capitato di chiedere a un commesso una casa editrice per risalire al titolo del libro che non ricordavo (a che servono le agendine se ce li dimentica a casa?) e il soggetto in questione si è mostrato quasi turbato dal sentire un nome cosi’ poco familiare, quasi esotico evidentemente per lui, poco raccomandabile, una sorta di bestemmia nobile. Ci sarebbe  da mettersi le mani nei capelli (per chi li ha).

Per questo, secondo me vanno accolte a braccia aperte, spalancate, con tanto di tappetini rossi srolotati ad accoglierli festanti, novità come la Beat Edizioni. Perché servono alternative, soluzioni “creative” vere in un campo in cui potere e soldi rischiano di tagliare fuori la concorrenza che aiuta a far crescere il libro. Di cosa si tratta?

Beat, letteralmente in inglese sta per “ritmo”, “battito”, insomma  qualcosa di movimentato, di vitale, di fortemente percepibile.  Basti pensare alla “beat generation”, il movimento artistico, letterario e musicale di grande vitalità e ispirazione creativa, sviluppatosi attorno agli anni Cinquanta e Sessanta negli Stati Uniti.

In realtà, nello specifico del progetto editoriale che ha visto il suo ingresso sulla scena del mercato del libro ai primi giorni di settembre, BEAT sta per  Biblioteca degli Editori Associati di Tascabili, e prevede oltre agli accordi già messi per iscritto con Minimum Fax e La Nuova Frontiera, con il passare del tempo anche il coinvolgimento di altre piccole realtà editoriali, attraverso la pubblicazione in formato economico-tascabile dei lavori, accuratamente selezionati, piu’ significativi proposti dalla singola casa editrice che ha aderito a questo affascinante progetto.

Cio’ a cui punta questa nuova realtà è l’unione di un credo professionale condiviso ben preciso: il successo letterario già particolarmente apprezzato dai lettori è dettato da edizioni molto curate, attente alla qualità della produzione (impaginazione, impostazione grafica), alle traduzioni ma soprattutto alla qualità dell’autore che si è contraddistinto per uno stile e una storia che ha fatto breccia nel cuore di molti.
E allora perché spingersi ancora oltre, visto che questi libri hanno già riscontrato un successo notevole di vendite misurate all’interno della casa editrice che li ha proposti per la prima volta al lettore?

Perché si crede che il potenziale (enorme) non sia ancora stato del tutto sfruttato.  Ed ecco che, a un prezzo abbordabile,grazie a  una qualità grafica particolarmente apprezzabile e a un’impaginazione funzionale a una lettura comoda e immediata in ogni dove e in ogni luogo, si cerca di ampliare il bacino di utenza per autori italiani ed esteri che si sono già fatti conoscere, e con successo, da un pubblico che si punta ad incrementare ulteriormente: ogni due mesi si punta a pubblicare cinque volumi. A settembre, ad esempio, sono già disponibili nelle librerie: La ragazza con l’orecchino di perla di Tracy Chevalier, Cuccette per signora di Anita Nair, La passione di Artemisia di Susan Vreeland, Cattedrale di Raymond Carver e Caramelo di Sandra Cisneros.

Da tenere d’occhio.

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