Vi ho mai raccontato di quando hanno presentato un libro da Alitalia?

"Vi ho mai raccontato di quella volta che mi sono fatto celebrare il funerale in Corea del Sud?" Gabriele Romagnoli ne ha tantissimi di aneddoti folli e saggi. Questo del funerale in Corea di solito lo usa per risollevare il tono di una cena quando la conversazione langue. Oggi, per aprire il suo libro Solo bagaglio a mano. 

Se vi sembra una storia strana, anche questa presentazione lo è. Si tiene nella "Imagination Lounge" di Alitalia a Expo 2015. Di immaginazione, in effetti, ne serve parecchia per scordarsi che ci si trova in quell'autostrada di padiglioni e ressa che è il decumano. Ci sono tre hostess in divisa, stagliate contro un perfetto tramonto fucsia milanese, che annunciano orgogliose che lo scrittore è Freccia Alata Plus e ci offrono un molto vintage canapè. E accanto c'è lui, Romagnoli, imperturbabile, che, richiamando il George Clooney di Tra le nuvole, spiega come viaggiare leggeri, con uno zaino da weekend a tre tasche al suo fianco. Una tasca per quello stretto necessario che serve in viaggio e nella vita. Una per un libro. E una interna, segreta, per le cose che non saprà mai nessuno. È una lezione di minimalismo e arte della fuga e allo stesso tempo di felicità. Se state leggendo Quando siete felici, fateci caso di Kurt Vonnegut, se state leggendo Ben Lerner, fermatevi e aprite Solo bagaglio a mano.

Quando mi è arrivato questo libro ho pensato alla sincronicità di Jung, alla serendipità, e ad altri concetti ugualmente snob. Perché io sono una che viaggia col solo bagaglio a mano (ho fatto un weekend a Budapest stipando tutto in uno zainetto di peluche rosa a forma di gatto), perché ho pochi amici e pochi oggetti, perché ho scoperto che avevo già incontrato l'addetta stampa milanese che mi ha proposto l'evento (non a Milano ma a New York, in una libreria clandestina).

Gabriele Romagnoli, che ha abitato in 4 continenti ed è stato in 74 paesi, ha imparato l’importanza di muoversi leggeri come farfalle. Vivere senza accumulare troppo – troppi contatti, troppi oggetti, troppi beni, troppi legami e persone “ad alta manutenzione” che zavorrano l’esistenza. Il suo non è un invito a condurre una vita monacale, ma a privilegiare le esperienze al possesso. A spostarsi più che si può per uscire dal mirino della sorte, come ha imparato da un rwandese sopravvissuto ai cecchini della guerra civile. 

I millennials, dice, l’hanno già capito. Non comprano casa, usano il car-sharing, approfittano delle offerte per risparmiare volando senza stivare il bagaglio. È una lezione che ci ha insegnato la crisi, penso. Ma non lo dico. Sono invece pronta a fare la domanda che noi di Finzioni facciamo a tutti gli scrittori che incontriamo: "Se potesse flirtare con uno scrittore o con un personaggio letterario, quale sarebbe?". Ma la moquette, l'atmosfera da volo intercontinentale e le hostess in estasi mi fanno dire: "Con quale scrittrice o personaggio della fiction andrebbe a letto?".

È una scortesia aggredire così una persona appena atterrata da New York. Per non dire del fatto che questa domanda, anche nella sua versione più soft, crea sempre imbarazzo. David Grossman mi aveva risposto che si sarebbe trattato di amore, non di solo sesso. Romagnoli è rimasto fedele al tema. Con chi andrebbe a letto? Con Anna Burton, la donna fatale del romanzo di Josephine Hart Il danno. Per lei il politico inglese Stephen Fleming rovina la sua vita e quella della sua famiglia (soprattutto del figlio, che è fidanzato con Anna). Un bel guaio da cui fuggire senza bagagli.

 

Francesca Mastruzzo

Non vive a Milano, non lavora nell’editoria, non sposerebbe il Signor Bonaventura, i suoi eroi non sono Anton Cechov e Sailor Moon, non ha un Tumblr.

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