
Ritualità / Il lettore del romanzo atteso da troppo, meglio conosciuto come l’incontinente
L’incontinente è famelico per contratto. Aspetta eternamente l’ultimo libro di. Il resto delle letture, per quanto numerose, occorrono solo a ricolmare l’incubazione dall’ultima uscita al subito prima dell’attesissimo ritorno. In periodi di magra cerca disperatamente di rimuovere il fattore nostalgico con palliativi di genere più o meno diverso (questione di affinità e comunque Moccia no, nemmeno in questi casi). Se avesse un recapito geografico della firma conclamata, il lettore del romanzo atteso da troppo, gli andrebbe sotto casa. Con circospezione gli farebbe la posta e lo coglierebbe in fallo, mentre si ciba in una pausa dal lavoro, investendolo di complessi di colpa sul perché non abbia ancora sfornato l’ultima fatica. Ma spesso il lettore questi dettagli non li possiede, perciò cerca le distrazioni da astinenza, incorrendo a volte in gravi crisi, con rimpiazzi disastrosi di cui sopra. Fino al momento più atteso, quando può prendere in mano il fresco stampa autoriale e raggiungere l’apice della gioia, nel prelettura. E vissero felici e contenti.
Licia Ambu
Related posts: