
Ritualità / Il lettore della domenica, ovvero il bibliofilo sportivo
Il settimo giorno Dio si riposò. Si dice. Chi c’era dice così. Il lettore della domenica pure. Non ha creato il cielo, la terra, adamo ed eva, ma comunque si è potenzialmente esaurito. Perciò legge. Perché il settimo giorno si può fare un po’ come cazzo ci pare. Fonte ulteriore di tanta peculiarità è il tempo. Tutto il giorno. Un’attività, come dire, full optional la sua. Se è molto estroso sviluppa un iter di luoghi nell’abitazione di diversa natura e tempistica. Lui ha l’appuntamento fisso. La domenica si legge. Fanno anche un programma di libri la domenica in questo paese di presunti non lettori. Che razza di idee! Che gente estrosa! E lui è un estroso: facilmente adattabile, mediamente indifferente alle forme di vita in coabitazione, se ne sbatte con classe di qualsiasi richiamo estraneo ai suoi interessi immediati. Perché è il settimo giorno. E io mi sono fatto un mazzo tutta la settimana e non prendo la metro perché non mi serve e nemmeno l’autobus perché mi fa schifo, e la mia pausa pranzo è di dieci minuti e in macchina non riesco a leggere e gli scalini dei luoghi pubblici sono sporchi e in ufficio non posso mettere i piedi sul tavolo…
Licia Ambu
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