
Photo credit http://www.flickr.com/photos/wiccked/
Ritualità / Il lettore della sera
Il lettore della sera è esemplare tra i più diffusi. Predisposto a considerare il momento come traino alle fatiche quotidiane, questo soggetto si presta a differenti interpretazioni del ruolo. Tra questi il lettore in cerca d’accompagnamento alle fasi oniriche (con incoraggiamento se possibile), il quale si adagia in postura supina, capo reclinato a quarantacinque gradi, luce fioca e lettura leggera. Generalmente l’intervallo di resistenza si attesta sui dieci minuti, al termine dei quali il soggetto giace in fase rem con libro crollato miseramente sul petto, sulla faccia, con conseguente stampo, o rovinosamente deceduto sul pavimento, occhiali in bilico (se presenti) e concetti introiettati a basso feedback. Il lettore accanito, invece, è quello che sospira il momento da quasi ventiquattro ore, vivendola come una comunione spirituale e ponendosi in termini di aut aut: il resto è noia.
Il libro lo appassiona. La postura accordata può essere supina con capo appoggiato su doppio cuscino, luce intensa per consentire buona lettura, ma non esagerata al punto da renderlo passibile di eventuali lamentele dal/la consorte. L’attenzione è alta. Segnale di fine lettura è dato dalla necessità di dover rileggere più volte la stessa riga. A cognizione di causa avvenuta, il nostro termina consapevolmente l’attività per non perdere il filo e posa delicatamente il libro sul comodino adiacente. Il termine descritto sopraggiunge in questo lettore anche a notte inoltrata. Spesso questo tipo di lettura è accompagnata da spuntini intermedi, specie se in periodo estivo. Infine, il lettore insonne. La lettura è accorata e lieta alternativa alla sindrome della pupilla spacciata. Il soggetto fagocita libri nella consapevolezza di aver colmato al meglio uno spazio di tempo altrimenti allucinante.
Licia Ambu
Related posts: