5 novembre 2012
ArchivioBig Fish, le shampiste e Limonov
E poi alla fine sì, leggere credo sia un modo di vedere e vivere. Quindi, a pensarci, senza leggere come vivere? Continua a leggere
Tilman Rammstedt | A portata di mano
Tanto, alla fine, sbagliando tutto, almeno uno sbaglia con le persone giuste Continua a leggere
La stazione di Charlot
A volte finisce che mi viene da fare il cambio compulsivo di stazione, alla ricerca di una canzone che mi piaccia di più. Certi momenti, coi libri è uguale. Continua a leggere
Il pacco regalo di Finzioni a… Biagio Antonacci
Questo fatto delle buone azioni, in effetti, già cominciava a pesarmi. Ma i libri hanno risolto tutto, sempre che Biagio Antonacci li legga! Continua a leggere
L’eccezionale, lo standard e il sesso
C’è da considerare il fatto dello standard. Musicalmente, un tema piuttosto noto che gli succede di diventare intramontabile e nessuno lo lascia più in pace Continua a leggere
Borges, Manguel e Pippi
Borges era di opposto avviso: si definiva soprattutto un lettore, ed erano i libri degli altri che voleva intorno a sé. E qualcuno a leggerglieli. Continua a leggere
L’ignoranza del meno uno è doppia
Un po’ come quando a scuola studi un capitolo nelle prime settimane, che ti ci impegni un sacco per partire bene ed essere l’orgoglio del binomio casa-famiglia e lo sai perfetto, anche le didascalie, ma alla fine ti resta ancora tutto un libro prima che davvero si possa capire tutto quello che già hai studiato. Continua a leggere
Quanto vi fate toccare?
Alla fine quello che mi è rimasto in certi casi, è il fatto che i libri a volte possono anche essere violenti. Puoi decidere di mollarli, di rimandarli, di deriderli, eppure loro in qualche modo ti sono entrati dentro e tu non hai avuto la prontezza di difenderti, se non fino a un certo punto. Continua a leggere










