
The Godfather / Emil Michel Cioran
Emil Michel Cioran nasce in un paesino di montagna nei Carpazi, in Romania. Egli è legato da un doppio filo al suo paese d’origine; sono proprio le esperienze degli anni giovanili quelle che gravano maggiormente sull’opera del pensatore franco-rumeno (l’insonnia e la “sconfinata noia rumena”). Ma nonostante ciò, decide di trasferirsi all’estero e, più avanti, di abbandonare la sua lingua madre in favore dell’idioma francese. Una scelta che non possiamo biasimare.
A quarant’anni era ancora iscritto alla Sorbona, mangiava alla mensa studentesca e sperava di continuare così per il resto dei suoi giorni. Era arrivato a Parigi grazie a una borsa di studio dell’università di Bucarest con l’idea di scrivere una tesi di dottorato, ma senza nessuna intenzione di farlo. In compenso ha girato la Francia in bicicletta. Alla fine gli hanno lasciato la borsa perché hanno ritenuto che l’aver pedalato in lungo e in largo per tutto il paese fosse pur sempre un merito.
Da allora non ha mai lavorato, continuando a considerarsi l’uomo più sfaccendato di Parigi. Ha pensato, questo molto, e scritto, forse non abbastanza, sempre trattando i temi che gli erano cari fin dai tempi del paesino nei Carpazi: il tempo, la noia, il suicidio, la religione, la morte della filosofia, la storia e l’utopia insita nel termine stesso. Come dire, robetta…
In tutto ciò i suoi detrattori sono stati tanti quanti i creditori, se non di più, ma di fronte a uno che ha avuto il coraggio di asserire di potersi permettere un appartamento al sesto piano con tanto di vista sui tetti del Quartiere Latino solo per via del suo snobismo letterario, non mi resta che fare un inchino e togliermi tanto di cappello.
Michele Marcon
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