Sante donne le mogli degli scrittori russi!

È ben noto che le donne sono state e saranno sempre grandi ispiratrici di letteratura, ma, qualche volta, oltre ad ispirarla, l'hanno pure salvata. In particolar modo, nella letteratura russa, le mogli ebbero un ruolo fondamentale, solo che già si fatica a ricordare i nomi di battesimo degli scrittori russi, figuramoci se ricordiamo qualcosa delle loro mogli. A tal proposito dall'America arriva un libro che parla proprio di questo: The Wives: The Women Behind Russia’s Literary Giants (Pegasus Book). Ne è autrice Alexandra Popoff, giornalista e scrittrice russa, convinta del fatto che essere la moglie di uno scrittore sia da considerare un mestiere vero e proprio.

In tal ruolo fu pioniera Anna Grigor'evna, seconda moglie di Dostoevskij. Anna apparteneva alla prima generazione di donne russe a cui fu consentito studiare. S'appassiona a Dostoevskij leggendo Le memorie di una casa morta e quando ha l'occasione di lavorare per lo scrittore come stenografa non se lo fa ripetere due volte.

Così, la mattina del 4 Ottobre 1866, Anna bussa alla porta dell'appartamento di Fedor e i due cominciano a lavorare insieme. Dostoevskij deve assolutamente consegnare almeno due romanzi al suo editore in tempi brevissimi, e i due lavorano giorno e notte per farvi fronte. In quindici giorni riescono a consegnare Il giocatore.

Fedor sapeva benissimo che non ci sarebbe riuscito senza l'aiuto di Anna e quando comincia a scrivere Delitto e castigo la vuole ancora accanto. I due, lavorando sempre a stretto contatto finiscono per innamorarsi e sposarsi. I taccuini sui quali Anna, durante il suo matrimonio durato 14 anni, annota discorsi, pensieri ed opinioni del marito, costituiscono un vero e proprio monumento letterario alla memoria dello scrittore.

Quando Dostoevskij muore, Anna ha solo 35 anni e dedica il resto della sua vita a rendere omaggio alle opere del marito; non si contano le opere culturali che realizzò a suo nome: biblioteche, mostre, scuole e serate culturali a lui dedicate. Inoltre, raccolse ed ordinò ogni manoscritto lasciato dal marito, ogni lettera. Nel 1916 pubblicò i Ricordi, che raccontano la nascita dei cinque grandi capolavori dal 1866 al 1881.

La Popoff ci parla di tante altre mogli: Sofia Tolstoj che salvò una parte del manoscritto di Guerra e Pace; Nadezda Mandelstam che per salvare i versi del marito li imparò a memoria, riuscendo a pubblicarli solo dopo la morte di Stalin; Véra Nabokov che salvò il manoscritto di Lolita dalle fiamme in cui il marito aveva deciso di gettarlo.

Come dire: Sante donne!

Laura Caponetti

intervisto personaggi che non esistono, guardo serie tv in tutte le lingue pur conoscendone solo due, sana di mente? forse!

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