La danza dei draghi: la migliore scena di sesso mai scritta

Pochissimi giorni fa, tutti noi Martin-dipendenti siamo corsi in libreria per accaparrarci l'ultimo dei capitoli de Le cronache del ghiaccio del fuoco tradotto in italiano.

Con La danza dei draghi sul comodino possiamo dormire sonni meno febbricitanti d'attesa, anche se siamo consapevoli che lo leggeremo non prima di qualche mese: la sottoscritta, ad esempio, è a metà de Il dominio della regina ma non ha saputo rinunciare a dello shopping compulsivo in libreria.
 
In qualità di redattrice di Cunnilibrus, poi, sto combattendo con la feroce tentazione di andare a sbirciare il volume ancora intonso alla ricerca delle pagine a tripla x che lo zio George ci ha abituati a leggere (ve ne avevo parlato, da irritante novellina, qui).
 
Sì perché anche a non essere dei peperini sotto le lenzuola (a davanti al computer, dipende dai punti di vista) ormai beccare le zone hot del gioco dei troni è questione di principio! 
 
Vi chiedo, dunque, quale è stata la scena hard core della saga che preferite?
Vale tutto e possono rispondere anche coloro che non hanno finito di leggere i libri o quei miscredenti che hanno guardato solo la serie. 
 
Vi svelerò la mia. Non so se è perché è una delle ultime che ho letto, ma so che quando il mio Kindle mi mostrava – a caratteri cubitali in quanto miope restia agli occhiali – l'incontro tra Arys il cavaliere disonorato e Arianne Martell, qualche fluido ha ribollito in me.
E non solo, visto che ero sul treno attorniata da matricole del Politecnico di Milano, noti tombeurs de femmes. Per intenderci, qualunqe ragazza abbia bisogno di un'iniezione di autostima, può tranquillamente procurarsela girando anche colmollettone in  testa per i corridoi di quella università.
 
Ma dicevo, Arys e Arianna hanno superato ogni Danaerys e Drogo, ogni perversa avventura di Tyrion, ogni incestuoso incontro tra Cersei e lo Sterminatore di re.
 
Al bando i tabù, voi che ne pensate?

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.