La tradizione e il talento individuale gay

Cunnilibrus / La tradizione e il talento individuale gay

Giorni fa, in un’intervista, Boy George, forse l’unica vera icona pop degli anni '80, affermava di essere solo un ingranaggio di una tradizione e di un’eredità culturale: “Forse senza di me, non ci sarebbe Adam Lambert. Senza Bowie, non ci sarei io. Senza Quentin Crisp, non ci sarebbe stato Bowie. Quindi tutto fa parte di una grande catena”.  L’ansia da prestazione, o da influenza per dirla con le parole di Harold Bloom, è qui vissuta non come una lotta verso i padri (e le madri) “spirituali” per superarli in grandezza, ma come un arricchimento di un patrimonio comune al quale si contribuisce prendendo in prestito qualcosa dal predecessore e aprendo le porte a coloro che verranno dopo.

Di rado in Italia parliamo di tradizione letteraria gay e lesbica, e soltanto occasionalmente facciamo riferimento ad essa per deplorarne la sua presenza. L’esistenza stessa di una “letteratura omosessuale” è da sempre una questione controversa e complessa, anche all’interno delle comunità che essa dovrebbe rappresentare o a cui dovrebbe dare voce, e non solo dentro i confini nazionali. Difficile, dunque, stabilire in modo nitido e univoco che cosa ne delimiti i confini: la vita erotica e/o sentimentale, presunta o dichiarata, di chi scrive? Gli argomenti trattati? La presenza di personaggi apertamente gay e di scelte formali legate da un rapporto privilegiato all’argomento omosessuale? O ancora una visione del mondo e una sensibilità tutta gay che trascende i confini geografici e le distinzioni di genere? Certo è che la tradizione letteraria omosessuale, così come tutte le tradizioni e i canoni, incarna e rafforza i valori estetici ed etici di coloro che la sostengono e la praticano. É essenzialmente un atto autofondativo: “un processo di ritualizzazione e formalizzazione caratterizzato dal riferimento al passato”, ma è anche un processo di inclusione ed esclusione. É dunque possibile parlare di una tradizione letteraria omosessuale italiana?

C’è mai stato un Giacomo Leopardi gay? C’è mai stato un Carlo Emilio Gadda gay? C’è mai stato un Pier Vittorio Tondelli gay? Il papa indossa davvero un abito da donna? Queste domande ci possono lasciare sbigottiti, se non altro perché sono delle tautologie. Anche io, con Eve K. Sedgwick, vorrei rispondere in maniera sintetica (anche se non esaustiva) che non solo sono esistiti un Leopardi gay, un Gadda gay e un Tondelli gay, ma che i loro nomi sono Giacomo Leopardi, Carlo Emilio Gadda e Pier Vittorio Tondelli.

Gian Pietro Leonardi

GP Leonardi

Figlio illegittimo di Virginia Woolf e Morrissey, e separato alla nascita dalla sorella gemella Adrienne Rich, gp è una lesbica intrappolata nel corpo di un gay.

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