Oscar, Walt e gli altri

Cunnilibrus / Oscar, Walt e gli altri

Si racconta che Oscar Wilde, durante la tournée da conferenziere negli Stati Uniti nel 1882, ebbe l’occasione di incontrare Walt Whitman e che fu da quest’ultimo baciato appassionatamente. Un episodio misconosciuto che può apparire ai più frivolo e privo di importanza, ma che a ben guardare può essere letto non solo come una sorta di passaggio di consegne tra due grandi maestri, ma che allude anche a una conoscenza di saperi trasmessa anche attraverso il corpo. 

“Chi tocca questo libro, tocca un uomo”, così dall’edizione del 1860 delle Foglie d’erba Whitman si commiatava dai suoi lettori.  L’identificazione del poeta americano con la sua opera, del suo corpo con il suo corpus poetico, è uno dei temi ricorrenti e più pregnanti della raccolta. “Toccatemi, posate la palma della mano sul mio corpo mentre passo, / Non abbiate paura del mio corpo”, Whitman si offriva ai suoi lettori come un oggetto sessuale da possedere e usare per il piacere reciproco, così come lui si era offerto al più giovane scrittore irlandese.

Qualche anno più tardi, infatti, nel 1895 la sentenza del secondo processo a Oscar Wilde ribadiva quest’identificazione tra l’artista e la sua opera e la cristallizzava in schemi statici e arbitrari. Il corpo decadente di Wilde che aveva “posato da sodomita” era la prova schiacciante della sua condotta morale aberrante. A conferma della sua colpevolezza, Il ritratto di Dorian Gray veniva messo agli atti come un “libro sodomitico” che avrebbe “insegnato pratiche sodomitiche” ai giovani lettori. Condannando l’uomo (lo scrittore) si condannava la sua opera e viceversa.

La messa in scena del sodomita, la spettacolarizzazione della vicenda umana e artistica di Wilde e la sua accorata difesa dell’amore che non osa dire il suo nome, produssero un controdiscorso che dava nome a ciò che fino ad allora era stato presentato come innominabile. È la nascita dell’omosessuale moderno come personaggio (oltreché come persona) in grado di corrompere lo spirito e la carne delle persone con cui veniva a contatto, attraverso il potere evocativo delle sue parole-azioni. Quello stesso omosessuale di carta che popolerà molte di quelle pagine passate da mano in mano (da corpo a corpo) nel corso del Novecento, come un codice segreto da preservare e tramandare ai nuovi adepti. Ci è voluta la rivolta di Stonewall nel 1969 perché quell’omosessuale riconquistasse una tridimensionalità e uscisse da quel sottobosco letterario a cui era relegato. Ma questa è un’altra storia.
 

Gian Pietro Leonardi

GP Leonardi

Figlio illegittimo di Virginia Woolf e Morrissey, e separato alla nascita dalla sorella gemella Adrienne Rich, gp è una lesbica intrappolata nel corpo di un gay.

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